MARCIANISE - Celebra la Festa della Mamma con creatività e profumo al Centro commerciale Campania di Marcianise. Un’occasione unica per esprimere il proprio affetto in modo originale, per dire “Ti voglio bene, mamma” con un gesto fatto con le proprie mani e con tanto amore. Il 10 e 11 maggio Piazza Campania si trasforma in un laboratorio di creatività e allegria dedicato ai più piccoli, grazie a un imperdibile evento gratuito firmato Kids Lab e realizzato in collaborazione con il noto brand di cosmetici Lush. L’appuntamento si svolgerà dalle 15.30 alle 18.30, con due turni per consentire a tutti di partecipare: 15.30-17.00 e 17.00-18.30.

Durante l’evento, i bambini, con o senza l’accompagnamento delle proprie mamme, avranno l’opportunità di realizzare con le proprie mani delle coloratissime bathbomb, celebri bombe da bagno di Lush. Guidati dal team del brand, i partecipanti potranno mescolare polveri, colori e fantasia per creare un pensiero speciale da regalare alla propria mamma, simbolo di affetto e gratitudine.

Inoltre, una simpatica postazione selfie a tema sarà allestita per scattare foto ricordo che renderanno ancora più memorabile questa giornata. L’attività è aperta a tutti e l’ingresso è gratuito. Per partecipare, è necessario scaricare l’appIo&Campania e prenotare il proprio posto, fino ad esaurimento. Per aggiornamenti sugli eventi e prossime aperture, visita la sezione Eventi e News sul sito www.campania.com e iscriviti alla newsletter al link www.campania.klepierre.it/registration/it-campania-newsletter-registration/.

RIVALUTIAMO CAIVANO

CAIVANO LEGALITARIA

ANSI CAIVANO

 presentano

 UNITI PER IL TERRITORIO

 12-13-14 maggio 2025 ore 18

Via Matteotti, 7 CAIVANO (Napoli)

 Evento

Con la sinergia delle solide associazioni Rivalutiamo Caivano e Caivano Legalitaria, per il paese a Nord di Napoli sarà proposta una grande offerta formativa nei giorni 12, 13 e 14 maggio. E tutto grazie anche all’ANSI presieduto dal Presidente Prof. MassimilianoLuparello.

Tre giorni di Open Day con i migliori rappresentanti del territorio che parleranno di sport, medicina, musica e cultura. La tre giorni formativa è aperta a tutti i docenti caivanesi, gli studenti e comuni cittadini. Ai docenti che parteciperanno all’iniziativa potranno ricevere un attestato di formazione/aggiornamento, agli studenti invece un attestato valido per crediti formativi scolastici. Entrambi riconosciuti dal MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito), che saranno consegnati alla fine dei tre giorni di OpenDay, per un totale di 6-9 ore formative

L’Open Day si terrà a Caivano, nella nuova sede ANSI sita in via Matteotti, 7. Il programma prevede per la prima serata, quella del 12 maggio: l’incontro con le associazioni sportive del territorio Sporting Caivano ’94, Caivano Runners, Jirafa Basket, Phoenix Volley, Dance with Me ASD.

La seconda, il 13 maggio si affronteranno temi relativi alla medicina, relativamente all’importanza della prevenzione ed ai consigli su come affrontare determinati percorsi pre e post malattia insieme al Dott. Giuseppe Celiento, specialista in medicina interna e coordinatore medici di Medicina Generale di Caivano (A.F.T. Caivano).

Infine si darà grande spazio alla cultura e la musica nella terza giornata. Saranno presenti i docenti strumentisti dell’IC “Cilea-Mameli”. Un viaggio nell’arte della musica con i professori del plesso scolastico caivanese. Saranno presenti all’incontro i professori: Russo, Mattera, Molaro, Silveri, Di Palma, e Roviniello.

L’importanza della formazione per docenti e alunni

La formazione è un aspetto cruciale per il miglioramento della qualità dell'insegnamento e per l'aggiornamento professionale dei docenti.

Istruzione e formazione promuovono la crescita e l'efficienza, e riducono anche la diseguaglianza e le conseguenze negative di un ambiente di provenienza svantaggiato. Per i giovani capaci e meno abbienti, l'istruzione è lo strumento più efficace per salire nella gerarchia economica.

La formazione per i docenti rappresenta uno strumento essenziale per permettere agli insegnanti di consolidare le proprie competenze, migliorando le esperienze di insegnamento e elevando il livello di conoscenza.

In una scuola che cambia e in un contesto di continua mutazione, gli insegnanti rappresentano figure che devono farsi carico di un ruolo di estrema importanza. Il processo di insegnamento ha infatti il compito di accompagnare gli studenti in un processo di crescita personale che li sappia rendere adulti e cittadini consapevoli.

I docenti rappresentano oggi le figure che devono svolgere il difficile compito di favorire l'apprendimento di bambini e ragazzi facendo anche uso degli strumenti innovativi e tecnologici che sono conosciuti e amati dalle generazioni più giovani.

Ecco perché è essenziale che la loro formazione e l'aggiornamento siano costanti e rappresentino un pilastro essenziale per i docenti che si stanno affacciando al mondo scolastico e per gli insegnanti che lo conoscono da anni.

La formazione è fondamentale per gli alunni perché li aiuta a sviluppare competenze, conoscenze e capacità che li preparano per il futuro, sia in ambito scolastico che professionale. La formazione non riguarda solo l'acquisizione di conoscenze, ma anche la consapevolezza di sé, delle proprie risorse e dei propri limiti, nonché la capacità di lavorare in gruppo.

A.N.S.I.

ANSI Caivano del presidente Prof. Massimiliano Luparello, è un polo didattico della formazione scolastica e universitaria che opera sul territorio caivanese dal 2004, e fa parte del gruppo  A.N.S.I. – Associazione Nazionale Scuola Italiana – Fondata nel 1946 dal filosofo, teologo ed educatore Giuseppe Giampietro,  è un’associazione culturale eretta in Ente morale nel 1949 (D.P.R. 21 marzo 1949, n. 216, pubblicato sulla G. U. n. 114 del 18/05/1949). In base all’art. 5 del D. Leg.vo n. 460 è classificata come ente non profit di tipo associativo.

L’A.N.S.I. è costituita da circa 10.000 soci e si articola in Gruppi e Comitati locali presenti su tutto il territorio nazionale ed ha i seguenti scopi statuarti:

- favorire la collaborazione tra scuola e famiglia, anche con il potenziamento dei momenti di gestione collegiale delle istituzioni educative;

-promuovere la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti e di tutto il personale della scuola;

-diffondere nella scuola e nella società i valori della solidarietà, della pace, della vita, dello studio, del lavoro, della responsabilità e della famiglia;

-sostenere l’attuazione di un sistema scolastico europeo integrato, fondato sui principi del pluralismo, dell’autonomia e della partecipazione;

-contribuire allo studio e alla risoluzione dei problemi del disagio giovanile, dell’integrazione culturale e dei soggetti diversamente abili.

 

Novità CAF su Caivano

La nuova sede #rivaluTIAMOcaivano-ANSI aprirà un nuovo punto raccolta CAF con i seguenti servizi gratuiti alla cittadinanza:

ISEE/ISEU

MODELLI 730

MODELLO UNICO

MODELLO RED

INV.CIV

IMU

CONTRATTI DI FITTO E PROROGHE

RATEIZZI AGENZIA RISCOSSIONE ED AGENZIA ENTRATE

PRATICHE CIVIS

PROBLEMATICHE TRIBUTARIE

 

 

 

 

Gli agenti del Commissariato di Afragola e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno tratto in arresto rispettivamente un 47enne di Caivano con precedenti di polizia, anche specifici, e un 17enne tunisino, irregolare sul territorio nazionale, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

In particolare, i poliziotti del Commissariato di Afragola, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Cuoco a Caivano, hanno notato a bordo di uno scooter il 47enne che, in cambio di una banconota, ha consegnato qualcosa ad un altro soggetto che si è poi allontanato frettolosamente.

Gli operatori, tempestivamente intervenuti per interrompere l’iter criminoso, dopo una breve fuga, lo hanno raggiunto e bloccato, trovandolo in possesso di 8 involucri di hashish del peso complessivo di circa 20 grammi e di 55 euro, suddivisi in banconote di diverso taglio.

CAIVANO - Hanno tentato di mettere in piedi un punto di spaccio, forse sperando nell’allentamento dei controlli. Segnali di ripresa per le piazze di spaccio del Parco Verde di Caivano. Un timido rilancio al traffico di stupefacenti nell’area, subito demolito sul nascere dalla presenza asfissiante dei carabinieri. Un nuovo shop era in fase di allestimento. Tre persone all’interno, diverse sostanze ancora da tagliare e confezionare,  5 telecamere di ultimissima generazione per monitorare il territorio e sfuggire alle forze dell’ordine.

Un equipaggiamento di tutto rispetto per ripartire, in quella che un tempo era la piazza di spaccio più movimentata d’Europa. Ma non è servito. I militari della compagnia locale, guidati dal capitano Antonio Maria Cavallo, hanno fatto irruzione prima che i tre pusher potessero fuggire. In manette Gennario Iovinella, Luca Romano e Alexander Dimitrovic, tutti già noti alle forze dell’ordine e, particolare importante, nessuno risulta residente a Caivano ma nelle province di Napoli e Caserta. Sequestrati 29 grammi di crack, 60 di cocaina, 172 euro in contante ritenuto provento illecito, un televisore e l’intero impianto di videosorveglianza. Gli arrestati sono in carcere, in attesa di giudizio davanti al Tribunale di Napoli Nord.

di FRANCA FALCO

La morte di papa Francesco ha suscitato un’eco straordinaria nel mondo intero; sebbene prevista e temuta, date le precarie condizioni del pontefice, ha commosso migliaia di fedeli ed ha mobilitato capi di stato e politici del mondo intero, che hanno partecipato in maniera massiccia ai suoi funerali. Poiché nella mia vita ho conosciuto ben sette pontefici, mi piace qui riportare il ricordo personale di ognuno di loro e degli eventi storici che li hanno accompagnati, da me vissuti in prima persona.

PIO XII Eugenio Maria Pacelli

Nata nel 1941, alla morte di Pio XII, papa dal 1939 al 1958, avevo diciassette anni. Assidua militante di azione cattolica, negli incontri parrocchiali si faceva sempre riferimento al Santo Padre, il cui ritratto solenne, ascetico, ieratico, campeggiava in tutti i luoghi sacri. Il papa, allora, da noi fedeli era visto non come una creatura terrena, ma come una figura intermedia tra cielo e terra. Più tardi, studiando la storia della Shoah, appresi con grande dolore che alcuni storici accusavano il Papa di filonazismo per il comportamento, ritenuto ambiguo, di fronte allo sterminio degli Ebrei. Molto più tardi, con grande mio sollievo, tale dolore è stato mitigato dalla sua riabilitazione, fatta proprio da papa Francesco, che nel 2019 aprì a studiosi qualificati gli archivi vaticani su Pio XII, da cui si apprese che la Santa Sede aveva salvato migliaia di Ebrei ospitandoli e nascondendoli nei monasteri, in Vaticano e nelle sue aree extraurbane.

GIOVANNI XXIII Angelo Roncalli

Suo successore, dal 1958 al 1963, fu il cardinale Angelo Roncalli col nome di Giovanni XXIII. Doveva essere un papa di transizione, che, data l’età avanzata, aveva allora 77 anni, avrebbe dovuto guidare la chiesa in maniera prudente attraverso i turbolenti anni 60. In poco più di 4 anni di pontificato, invece, ne rivoluzionò il corso con il suo stile improntato al dialogo e alla comprensione e si fece apprezzare come diplomatico e pastore. Nel 1962 aprì i lavori del Concilio Vaticano II introducendo la chiesa nella modernità; con l’enciclica “Pacem in terris” ne innovò definitivamente la dottrina sulla pace in un’epoca segnata dai rischi della guerra nucleare, che egli contribuì notevolmente a scongiurare con il suo intervento durante la crisi di Cuba del 1962, che portò sull’orlo della catastrofe gli Stati Uniti a presidenza Kennedy, l’Unione Sovietica retta da Krusciov e il mondo intero.
Subito dopo la sua morte, a Caivano, il preside Giuseppe Perri, che era molto simile al Papa per indole e somigliante per aspetto fisico, volle che a lui fosse intitolata l’ex scuola di avviamento, che divenne così Scuola Media "Papa Giovanni XXIII".

PAOLO VI Giovanni Battista Montini 

Dal giugno 1963 all’agosto 1978 il cardinale Giovan Battista Montini, con il nome di Paolo VI, guidò la chiesa nei tempi di passaggio del Concilio Vaticano II, che coincise con la contestazione del 1968. Ma l’episodio che segnò maggiormente il suo pontificato fu il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro nel 1978. Vivo è in me il ricordo della lettera diffusa su tutti i quotidiani il 21 aprile 1978, a poco più di un mese dal rapimento, in cui il Pontefice lanciò un appello alle Brigate Rosse per la liberazione ”senza condizioni” dello statista. Per raggiungere tale obbiettivo il Papa si adoperò in ogni modo, ricorrendo anche a Monsignor Curione, responsabile dei cappellani delle carceri, che attivò diversi contatti anche in quel mondo. Incurante di alcune critiche della curia, partecipò al rito funebre per Moro il 13 maggio nella basilica di San Giovanni in Laterano. E’ ormai un papa stanco, invecchiato, segnato dalla malattia, morirà tre mesi dopo, ma soprattutto dall’angoscia per la morte di una persona cara, al culmine di una vicenda politicamente intensa e umanamente drammatica.

GIOVANNI PAOLO I Albino Luciani

Dall’agosto a settembre 1978 gli succedette il cardinale Albino Luciani, con il nome di Giovanni Paolo I. La sua morte, dopo 33 giorni di pontificato, fu un evento inatteso e scioccante: il nuovo papa relativamente giovane, aveva infatti 66 anni, fu stroncato nel suo letto da un malore, diagnosticato nell’immediato come infarto miocardico. Per amore di verità non posso tacere il clima di sospetto che circondò la morte del pontefice e la sua fine, del tutto inattesa, suscitò un’ondata di commozione. Fu definito ed è ricordato tuttora come “il Papa del sorriso”.

GIOVANNI PAOLO II Karol Wojtyla

L’elezione al soglio pontificio, nell’ottobre 1978, del cardinale di Cracovia, Karol Wojtyla, fu accolta con grandissima meraviglia; dopo 455 anni, durante i quali si erano succeduti solo prelati italiani, veniva eletto un Papa straniero. Ricordo però che quell’ elezione non meravigliò affatto mio marito, Giuseppe Crispino, che colse subito le implicazioni politiche della scelta del conclave. A distanza di 50 anni ho trovato conferma alle sue intuizioni nel testo “Libertà”del 2024, l’autobiografia dell’ex cancelliera tedesca Angela Merkel, che parla “delle conseguenze del primo Papa polacco, il Cardinale di Cracovia Karol Wojtyla, sulle aspirazioni alla libertà e alla democrazia in Polonia ed oltre i suoi confini”: è infatti storicamente accertato che il novello papa sostenne molto Lech Walesa, leader di Solidarnosc, il sindacato indipendente dei lavoratori polacchi, che ebbero un ruolo cruciale nella caduta del comunismo e nella transizione alla democrazia in Polonia. Giovanni Paolo II era giovane, aveva appena 58 anni, di bell’aspetto, sportivo; amava molto la montagna, spesso si recava a sciare sulle Alpi, dove si incontrava e dialogava con Sandro Pertini, presidente della repubblica molto amato dagli italiani.
Il suo lungo pontificato, durò infatti 27 anni, fu tristemente segnato dall’attentato del 13 maggio 1981, commesso in Piazza San Pietro da Mehmet Ali Agca, un killer professionista turco, che minò molto il suo fisico e che resta ancora oggi avvolto da un alone di mistero.
Sono legata a questo pontefice da due ricordi personali, tuttora fonte di grandi emozioni: nella primavera del 2000 io, che allora ricoprivo la carica di sindaco, partecipai al giubileo a Roma con una folta delegazione di cittadini di Caivano; assistetti alla messa sul sagrato della basilica di San Pietro, proprio accanto al papa, insieme ad altri sindaci. Ci salutò tutti e ci incoraggiò a continuare nel nostro lavoro con impegno e abnegazione. Nell’aprile del 2005, alla sua morte, lo commemorammo a scuola con una messa, cui parteciparono molti abitanti del rione Scotta, officiata da Don Antonio Corvino nell’atrio dell’edificio scolastico.

BENEDETTO XVI Joseph Ratzinger

Il cardinale tedesco Joseph Ratzinger, con il nome di Benedetto XVI, fu papa dall’aprile del 2005 a febbraio 2013, quando lasciò il soglio pontificio per motivi di salute. A meno di un mese dalla sua elezione mostrò grande decisione contro gli abusi sessuali del clero, allontanando diversi religiosi responsabili di pedofilia, stabilendo norme e linee guida più stringenti contro questi casi e chiedendo esplicitamente scusa alle vittime di tali reati. Teologo e filosofo, tenne all’interno della chiesa una posizione conservatrice sui vari temi dibattuti e fu l’ortodosso per antonomasia in opposizione a Papa Francesco, il rivoluzionario, che ebbe con lui una convivenza non sempre facile.

FRANCESCO Jorge Mario Bergoglio

Di papa Francesco molto si è detto: è stato amato soprattutto dagli ultimi della terra, gli umili, gli emarginati; ha sempre lottato per la pace, la giustizia vera, la solidarietà, in controtendenza con i potenti, che con grande ipocrisia sono stati ritratti in bella mostra accanto alla sua bara “francescana” sul sagrato della basilica di San Pietro: penso al presidente Trump, che ha offerto al mondo intero il vergognoso spettacolo della deportazione dei migranti in catene, alla ministra russa, in rappresentanza di Putin, che si rifiutò di ricevere il pontefice ambasciatore di pace, a Milei, che così lo insultava: “un imbecille, rappresenta il male sulla terra e sta con i comunisti assassini!”
Di papa Francesco mi piace ricordare quel “Buonasera” pronunciato con tanta semplicità la sera dell’elezione, quelle messe celebrate alle 7 di mattina a casa Santa Marta, dove, rifuggendo dal lusso della corte papale, aveva stabilito la sua residenza, teletrasmesse durante il periodo del Covid, con le omelie semplici comprensibili da tutti, che toccavano le corde del cuore e portavano una parola di conforto a tutti noi affranti. Particolarmente significativa e commovente è stata una delle sue ultime apparizioni: quasi presago della morte imminente ha voluto essere, fino alla fine, insieme al popolo di Dio, uomo tra gli uomini, non con i paramenti d’oro, ma con dei modesti pantaloni e con un poncho argentino, mentre abbraccia un bambino. Questo è il ritratto più bello e commovente che ci ha lasciato Francesco.

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