CAIVANO - Assemblea degli Lsu in forza al Comune di Caivano sotto la sigla CGIL-FP e UIL FPL. La rivendicazione è sempre la stessa: da quando sono stati finalmente stabilizzati dalla nuova amministrazione di Enzo Falco, lavorano però, solo 12 ore a settimana e prendono il sussidio statale di 480 euro al mese, una miseria per molti di loro che hanno moglie e figli a carico. La giunta Monopoli tolse l'integrazione salariale, causa il dissesto, ma ricevevano 600 euro al mese, adesso prendono anche di meno.  

“Stiamo da 25 anni a lavorare al Comune di Caivano e quando abbiamo avuto la stabilizzazione è stata una vera e propria beffa – commenta uno dei circa 50 Lsu -, infatti, prima lavoravamo più ore adesso solo 12 alla settimana, paradossalmente guadagniamo molto meno, chiediamo quindi, visto anche il tanto tempo trascorso e le specializzazioni acquisite, una stabilizzazione full time, prima che andiamo in pensione…”.

L'amministrazione risponde per bocca dell'assessore al lavoro Mariella Donesi che afferma: "ieri (29 novembre) c’è stato incontro fra i sindacati e l’amministrazione comunale, i primi hanno chiesto le movazioni della mancata sottoscrizione dei contratti socialmente utili a 18 ore. Abbiamo spiegato che i revisori ci hanno dato asseverazione condizionata, stiamo lavorando per porre in essere delle contraddeduzioni alle loro valutazioni; nell’arco di 15 giorni terremo informati i sindacati per poi vederci da vicino, la nostra volontà è sempre quella di venire incontro ai lavoratori a tempo parziale e quindi non tirarsi indietro nel caso in cui ci dovessero essere dei problemi, a meno che non siano di natura strutturale e\o complessiva. Teniamo fede all’impegno preso: aumentare le ore settimanali degli Lsu da 12 a 18”.

CAIVANO – Il 17° congresso di zona dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) si terrà a Caivano. Sabato prossimo 20 novembre a partire dalle ore 18 presso la sede della Cgil di via delle Rose 2 (angolo corso Umberto) si terrà un’assemblea antifascista sul tema “Va’ dove ti porta la Costituzione. Unità, antifascismo, rinascita. Per una nuova fase della lotta democratica e antifascista”. Fra i relatori Vittorio Mazzone, responsabile ANPI Casoria-Afragola, nel corso dell’incontro si annuncerà che la nuova sezione dell’Anpi si chiamerà Napoli Nord, a cui potranno aderire tutti gli antifascisti dei comuni della vasta area.

CAIVANO - Sembra in via di risoluzione la questione legata al rimpasto di giunta, il sindaco Enzo Falco, infatti, ieri sera 9 novembre, finalmente ha preso una posizione, specifichiamo che ha proposto ma non imposto: l’assessore che andrà a Italia Viva, ovvero a Pasquale Mennillo, lo dovrà cedere il Partito Democratico che è rappresentato in giunta dalla professoressa Pierina Ariemma e da Tonino De Lucia. Probabile che quest’ultimo debba lasciare il posto per il rispetto delle quote rosa. Ovviamente i Dem non certo hanno accolto la proposta con entusiasmo, a differenza di tutte le altre forze politiche che non ci perdono nulla, ma nessun documento è stato firmato visto che ovviamente i democratici si sono presi tempo per decidere se accettare o meno. Comunque il sindaco per venerdì sera vuole chiudere la questione, l'unico problema a questo potrebbe derivare da un eventuale No del Partito Democratico.

CAIVANO - 50 casi Covid in città. Un numero non aumentato rispetto all'ultima rilevazione ma comunque da non sottovalutare assolutamente. Fra i contagiati un noto consigliere comunale, tant'è che stamattina l'amministrazione comunale ha ordinato la chiusura degli uffici di via Don Minzoni per procedere alla sanificazione mentre altri politici stanno facendo il tampone per precauzione. Si raccomanda, visto che l'Italia intera rischia la quarta ondata, di mantenere le distanze, evitare il più possibile i contatti con altre persone ed indossare la mascherina anche all'aperto, come fra l'altro prevede un'ordinanza del presidente della Regione De Luca. 

CAIVANO - Venti minuti per aggiornarsi a “dopo i morti”. La politica Caivanese è una telenovela. Quello che doveva essere un semplice rimpasto, da attuare dopo la votazione del bilancio, è un caso fisiologico è vero (ricordiamo che il precedente sindaco dopo 7 mesi addirittura mandò a casa la prima giunta) ma spinosissimo, permeato della massima ipocrisia di cui sono portatori i partiti politici e di un sindaco che fa il buon padre di famiglia ma evita di sgridare i figli che sbagliano.

Italia Viva ha ribadito ieri mattina la richiesta di un altro assessore, dopo che è diventato il primo partito in consiglio comunale (da 3 a 5 membri) ed ovviamente richiede più spazio, il secondo assessore che dovrebbe andare appannaggio di Pasquale Mennillo, escluso proprio quando Iv rimase solo con due consiglieri. Ovviamente nessuno delle altre forze politiche vuole cedere l’assessorato, tantomeno un membro uomo, e nessuno, nelle sedi ufficiali, chiede a questo o quel partito di fare marcia indietro e rinunciare ad un assessore uomo: lo potrebbero fare solo il Pd, rimasto con 3 consiglieri, Noi Campani, che invece ne chiede legittimamente due avendo 4 membri, oppure i 5 Stelle che sarebbero privati dell’unico rappresentante, così come Mariella Donesi di Articolo 1. Il sindaco, scocciato, disse che avrebbe provveduto lui, ma tentenna, prigioniero di accordi preelettorali o forse altro, propone soluzioni anche ragionevoli ma, conoscendo la propria maggioranza, difficili da accettare.

E tutto rimane in stallo; il primo cittadino, dopo aver minacciato una giunta tutta tecnica (ad esclusione di Carmine Peluso), che nessuno vuole, ieri ha tentato un’altra carta: un assessore a ogni partito, e due tecnici esterni ma è stato subito stoppato dagli altri partiti soprattutto dal Pd, che perderebbe un assessore, e che ha detto chiaro e tondo che non è la soluzione giusta; Noi Campani invece rivendica i suoi due legittimi membri senza entrare nel merito della questione, una soluzione quindi subito bocciata, che neanche accontenterebbe la pretesa di Italia Viva di avere il secondo assessore. Alla fine è stato deciso di aggiornarsi, si riparte sempre da zero, nessun passo in avanti dopo quasi due mesi di discussione. Ovviamente in questo tempo non è che la giunta e la vita amministrativa si sia bloccata, l’esecutivo lavora e anche il consiglio comunale adesso verrà riconvocato entro metà novembre. 

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