16 anni per Enzo Zampella, 13 per Armando Falco, 12 per Gaetano Ponticelli, 7 per Arcangelo Della Rocca. Mano meno pesante per gli imprenditori
“Se Caivano per anni è stata nelle mani della criminalità organizzata, lo si deve anche e soprattutto a politici e funzionari senza scrupoli”. E' uno dei passi della lunga requisitoria del Pm dell'antimafia Francesca De Renzis nel processo ordinario che si sta svolgendo davanti al Tribunale di Napoli Nord (Aversa) sul “Sistema Caivano”. Tra gli imputati un tecnico, alcuni politici, imprenditori e camorristi, accusati di aver messo in piedi un’associazione a delinquere per truccare le gare del Comune di Caivano estorcendo così più denaro agli imprenditori. Secondo il pentito Peluso, ex assessore della giunta dell’allora sindaco Enzo Falco, che ha deposto in aula, tutte le gare dell’ente pubblico (si parla degli anni 2020-2023, ndr), tranne due, erano taroccate e spesso era la malavita ad indicare ditte compiacenti.
Pesante la richiesta di pena della pubblica accusa per il capo ufficio tecnico di allora Enzo Zampella: sono stati chiesti 16 anni di reclusione, con il vincolo della continuazione. Richiesta dura anche per l'ex segretario di Italia Viva Armando Falco: 13 anni e 6 mesi. Una dozzina di anni di carcere sono stati richiesti per l'ex capogruppo di Forza Italia Gaetano Ponticelli, che avrebbe partecipato al sodalizio nonostante fosse un consigliere di opposizione.
Nella maggioranza, invece, è stata chiesta la condanna a 7 anni di reclusione per l'ex consigliere e assessore del PD Arcangelo Della Rocca sotto il vincolo della continuazione del reato. Per il resto, ovvero gli imprenditori, è stata chiesta una pena lieve, tranne per Domenico Amico: i pm hanno invocato per lui 6 anni e 6 mesi di reclusione; un solo anno di reclusione e 600 Euro di multa per Michela Amico, un anno e 8 mesi di reclusione e 600 euro di multa per Francesco Peluso e un anno e 400 euro di multa per Teresa Peluso.
Chiesta l’assoluzione per la sola Filomena Coppeta, una giovane impiegata che si trovò a fare uno stage di pochi mesi presso un imprenditore inquisito, risultata del tutto estranea al “Sistema Caivano”. Ovviamente queste sono le richieste formulate dalla Procura e, entro fine mese, il collegio presieduto dal giudice Luigi Buono si riunirà per emettere la sentenza di primo grado. Per adesso tutti gli imputati sono innocenti quindi fino a prova contraria.