CAIVANO - Stasera sembrava tutto ok, si stava per discutere l’ennesimo punto all’ordine del giorno quando una lite verbale fra il presidente dell’assise Francesco Emione con Gaetano Ponticelli, Antonio Angelino e Giuseppe Mellone, dove sono volate parole grosse, fra cui un reciproco “Vattene!!!”, ha costretto a sospendere la seduta; alla ripresa, dopo una decina di minuti, l’amara sorpresa: al nuovo appello sono spariti i piddini Maria Paolella e Tonino De Lucia (guarda caso già assenti nell’ultima seduta) e il renziano Raffaele Del Gaudio, oltre a Giovanna Palmiero, che non è venuta proprio.

Così la maggioranza da 16 membri è passata a 12, compreso il sindaco, mentre i 9 consiglieri della minoranza hanno approfittato per uscire dall’aula e far mancare il numero legale. La seduta sarà ripresa domani mattina in seconda convocazione dove basteranno 8-9 consiglieri per renderla valida ma lo sfilacciamento della maggioranza che dovrebbe garantire il bene (sic) del paese è evidente. Non tutte le assenze sono giustificabili da motivi non politici, infatti i consiglieri di maggioranza, insieme ad assessori e qualche segretario politico stanno discutendo molto animatamente su di chi siano le responsabilità. Tutto questo mentre la città versa in uno stato di degrado.

CAIVANO - A Caivano rimase pochi mesi nel 2016 a fare l'assessore alle finanze, che certo non brillavano, nella giunta dell'allora sindaco Simone Monopoli. Ma il professor Rosario Poliso, considerato uno dei migliori nella sua materia, era in carica quando fu dichiarato il dissesto ufficiale delle casse comunali di Caivano e, stranamente, subito dopo si dimise restando pochissimi mesi. I debiti c'erano, ma forse la decisione fu più politica che tecnica, considerando che nessun Comune non ha disavanzi in bilancio. Adesso Poliso è stato nominato assessore nella giunta di Casoria, guidato da Raffaele Bene, un Comune già dichiarato in dissesto, e anche lì dovrà occuparsi di finanze e tributi. 

IN MERITO ALL'ARTICOLO PUBBLICATO SUL NOSTRO GIORNALE DA ANTONIO ANGELINO, CI E' GIUNTA QUESTA REPLICA DEL SINDACO FALCO CHE, OVVIAMENTE, RIPORTIAMO INTEGRALMENTE:

E' da tempo che cercano di creare un dualismo tra il Sindaco e Don Maurizio Patriciello. Era già successo con un articolo di un giornale; ci prova adesso anche un consigliere di opposizione paventando che il successo di avere la Compagnia dei Carabinieri spetta solo a Don Maurizio. Io dico che è stato un gioco di squadra, non devo certo dire degli incontri con il Prefetto, con l'assessore Morcone, quelli con l'on. Sandro Ruotolo, la raccolta firme fatta dal PD.

Qui non è in ballo quello che si definisce ricerca di "protagonismo patologico", il successo è di Caivano. E se la voce autorevole di Don Maurizio Patriciello ci aiuterà anche nell'avere la deroga per l'assunzione di un consistente numero di vigili urbani e il finanziamento del progetto di videosorveglianza redatto da questa Amministrazione, non sarò felice solo io ma l'intera Comunità, perchè risolviamo un problema atavico, quello della sicurezza. Tutti dovremmo lavorare ed essere felici di risultati agognati da tempo e che incominciano a trovare soluzione. Questo dovrebbe essere il giusto approccio di una politica sempre purtroppo incline alla rissa, invece di collaborare. Questo è il vero male di Caivano.

Sul problema Tari, non so a cosa si riferisca l'attacco del consigliere che nell'ultimo consiglio comunale è intervenuto e se n'è andato senza ascoltare gli altri, so che nè la 5^ rata, nè i problemi che ci portiamo dietro da tempo e che vengono denunciati, sono colpa di questa Amministrazione che invece stiamo velocemente cercando di risolvere. Sta di fatti che per la prima volta nella storia di questo Comune più di mille famiglie che hanno fatto istanza rispondendo ad un avviso pubblico e con un ISEE al di sotto di certi limiti, quest'anno non pagheranno la Tari. Questi sono fatti non certo parole a vuoto.

                                                                                                                                                                                             IL SINDACO DI CAIVANO Enzo Falco

NAPOLI - Il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi, in apertura della seduta di Consiglio Metropolitano tenutasi ieri 3 maggio nell'aula di Santa Maria la Nova e appena conclusasi, ha dato lettura delle deleghe da lui stesso assegnate ai Consiglieri Metropolitani. Al Consigliere Giuseppe Cirillo – Sindaco del Comune di Cardito - è stata assegnata la delega di Vice Sindaco con funzioni di coordinamento e di delegato ai rapporti con il Consiglio. Cirillo, primo eletto del Pd, e più secondo più votato in assoluto, è stato premiato anche per questo exploit.

Agli altri sei Consiglieri del Gruppo “Progressisti e Riformisti” il Sindaco ha assegnato le seguenti deleghe: a Luciano Borrelli, Consigliere al Comune di Calvizzano, Agenda Digitale e Trasporti; a Giuseppe Bencivenga, Sindaco di Frattaminore, Urbanistica; Patrimonio e Beni comuni ad Antonio Sabino, Sindaco di Quarto; Bilancio e finanza locale a Marco Antonio Del Prete, Sindaco di Frattamaggiore; a Carmine Lo Sapio, Sindaco di Pompei, Attività produttive, Turismo, Piccole e medie imprese e Artigianato, SUA e Parco Nazionale del Vesuvio; a Giuseppe Tito, Sindaco di Meta, Mare, coste, costoni e Monte Faito.

Le deleghe assegnate ai sette Consiglieri eletti con la lista “Napoli Metropolitana” sono: a Dionigi Gaudioso, Sindaco di Barano d’Ischia, Viabilità; a Giuseppe Sommese, Consigliere al Comune di Somma Vesuviana, Fondi comunitari e nazionali per le politiche di coesione; ad Antonio Caiazzo, Consigliere al Comune di Afragola, Piano strategico; Programmazione scolastica, Rapporti con le Università, Fondazioni Its, Formazione e Pari opportunità a Ilaria Abagnale, Sindaco di Sant’Antonio Abate; a Felice Sorrentino, Consigliere al Comune di Poggiomarino, Lavoro, Personale e Lavori pubblici; a Sergio Colella, Consigliere al Comune di Napoli, Sport, giovani ed eventi, Statuto e regolamenti; a Rosario Andreozzi, Consigliere al Comune di Napoli, Ambiente, Tutela della biodiversità e della fauna selvatica, Salute e Terzo settore.

Queste le deleghe, infine, assegnate ai tre Consiglieri del Gruppo “Territori in Movimento”: Edilizia scolastica a Salvatore Cioffi, Consigliere al Comune di Pomigliano d’Arco; Protezione civile, Terra dei fuochi e beni confiscati alla criminalità a Salvatore Flocco, Consigliere al Comune di Napoli; Litorale domitio e Lago Patria a Salvatore Pezzella, Consigliere al Comune di Giugliano. Il Sindaco ha, dunque, assegnato deleghe ai 7 Consiglieri del Gruppo “Napoli Metropolitana”, ai 7 del Gruppo “Progressisti e Riformisti” e ai 3 di “Territori in Movimento”, per un totale di 17 Consiglieri Delegati.

Il link alle dichiarazioni rese dal Sindaco Manfredi e dal neo Vice Sindaco Cirillo al termine della seduta: https://www.youtube.com/watch?v=6xewA0YUSxc

1. L’emergenza criminalità è diventata un priorità a Caivano e lo Stato, in tutte le sue articolazioni, se n’è reso conto con ritardo dopo una escalation di episodi molto gravi che hanno portato la nostra città per l’ennesima volta agli “onori” della cronaca nera nazionale. Le Istituzioni nazionali, vista la mancanza totale di credibilità della classe politica che governa la città, hanno individuato in Don Patriciello, che da tempo conduce una battaglia di legalità, un riferimento da cui partire con diverse azioni tese alla prevenzione ed alla repressione dei fenomeni criminali.

Ad esempio l’istituzione di una compagnia dei Carabinieri sul nostro territorio è il frutto di quella battaglia e nessun altro può intestarsi questo merito, al netto delle speculazioni e del famoso carro dei vincitori sempre pieno. Per quanto mi riguarda, senza vanità, già in campagna elettorale sostenevo la necessità per la nostra città che venisse istituita una compagnia dei Carabinieri o che fosse resa effettiva la dotazione organica della tenenza dei Carabinieri; in aggiunta, ritenevo e ritengo importante la creazione di un posto fisso di Polizia di Stato, sul modello di Casapesenna. Sul punto, invece, apprendo con amarezza e stupore il cambiamento di posizione del Sindaco, che solo ora, con notevole ritardo, si accorge della necessità di dispiegare un’azione repressiva più incisiva contro il fenomeno della criminalità locale, mentre finora ha sempre sostenuto che i problemi fossero ben altri.

Egli ha fatto sì, qualche mese fa, una richiesta di istituzione di una compagnia dei Carabinieri sul territorio ma si è trattato di un atto puramente d’ufficio, notarile, per assecondare il tentativo velleitario di qualche partito della sua coalizione, che ha prodotto timidi approcci al tema. Il trionfalismo odierno esibito dal Sindaco è ipocrita e ingiustificato.

2. In relazione alla restituzione della quinta rata tari anno 2017 e di quanto pagato in più nell’anno 2018, occorre, da subito, fare un’operazione di pulizia morale: è indegno di un Paese civile trattenere soldi che i cittadini hanno pagato indebitamente al Comune! A oltre quattro anni di distanza da un pagamento accertato come indebito, una Amministrazione seria restituisce il maltolto ai cittadini e porge loro le scuse. Due sono le modalità del rimborso: o attraverso un pagamento una tantum o diminuendo in proporzione dell’indebito arricchimento la tassa relativa all’anno 2021.

È stato detto che i cittadini devono chiedere, cosa che molti di loro hanno fatto, la restituzione di quei soldi: questa è un’altra angheria di una Amministrazione nemica dei contribuenti onesti, che devono essere rimborsati per il semplice pagamento effettuato, in modo automatico, senza gravarli di ulteriori oneri. Perché ragionando diversamente, qualora davvero il Comune rimborsasse i cittadini solo su istanza di questi ultimi, si potrebbe avere la situazione paradossale di un cittadino che, non presentando domanda di rimborso in tempo, si vedrebbe prescritto il diritto al credito maturato nei confronti del Comune. Questa sarebbe una vera e propria inciviltà e un incitamento alla infedeltà fiscale dei cittadini; è un venire meno dell’Amministrazione al patto tra galantuomini che governa il rapporto tra governanti e governati!

Infine, a dimostrazione della buona fede dei contribuenti caivanesi, vorrei far riflettere gli amministratori sul fatto che i cittadini virtuosi, in seguito alle due sentenze che hanno sancito la irregolarità della tariffa per gli anni predetti, pur potendo denunciare per appropriazione indebita i responsabili di questo errore, hanno rinunciato preferendo un atteggiamento pacifico. Pertanto, far patire loro il danno dell’indebito esborso e la beffa finale del mancato rimborso o della prescrizione del diritto è cinismo puro, inciviltà.

3. Per finire trovo mistificanti le bugie del sindaco soprattutto sul PEF 2021, non avere la forza di dichiarare la verità sull’aumento della TARI 2021 è davvero deprimente e le risposte tentennanti – con il consueto scarica barile sulle passate amministrazioni – sono concreta dimostrazione di mala fede. Squallida e strumentale anche la campagna di comunicazione attutata sulla TARI a 0, che ha l’obiettivo di confondere l’opinione pubblica traendo un vantaggio politico, trasformando l’utilizzo dei bonus covid tesi a sterilizzare gli effetti dell’aumento ed esentare determinati redditi ISEE dal pagamento dell’imposta (scelta operata in tutti i comuni d’Italia) in un risultato politico strutturato dell’amministrazione Falco.

La verità è che nessun intervento di riduzione strutturato dei costi della TARI è stato operato da Enzo Falco anzi semmai con il PEF 2021 i costi sono aumentati, e quindi quando finiranno i bonus da covid i contribuenti si troveranno a pagare sempre di più per il medesimo servizio erogato. A peggiorare la situazione nell’ultimo consiglio comunale sono venute fuori le prime risultanze del nuovo piano industriale che se attuato determinerà maggiori costi sia di personale che di automezzi nell’intento ambizioso di raggiungere il 65% di raccolta differenziata, partendo dal 34% attuale. Un piano industriale irrealistico i cui maggiori costi graveranno tutti sulle tasche dei cittadini caivanesi, peggio del nuovo piano industriale resta solo la scellerata idea di costituire una IGICA 2.0 con l’acquisizione dell’attuale ditta Green line da parte del comune di Caivano.

Insomma una confusione senza fine, un disastro politico amministrativo da cui si esce solo con una nuova amministrazione, visti i limiti e l’incapacità dimostrata da quella di Enzo Falco, e con una nuova gara europea aperta trasparente che ripristini legalità in un settore delicata e che consenta al nostro Ente di andare sul mercato razionalizzando la spesa e migliorando i servizi erogati grazie ai meccanismi concorrenziali dati dal libero mercato. Quella delle gare per ogni affidamento era pure l’idea espressa nella prima conferenza stampa da candidato sindaco di Enzo Falco, salvo poi cambiare idea e procedere come sempre con proroghe, frazionamenti, affidamenti diretti e procedure senza un minimo di pianificazione programmatica.

                                                                                                                                                                                     Antonio Angelino, consigliere comunale di Caivano Conta

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