Giunta più tecnica che politica, nessuno però abita a Caivano 

CAIVANO - E’ stata partorita, dopo un travaglio non proprio breve, la nuova giunta comunale. Stasera il sindaco Angelino, eletto il 25 Novembre, ha varato ufficialmente l’esecutivo, fra indiscrezioni confermate, qualche colpo a sorpresa e partiti che si sono ridotti all’ultimo momento a dare il nome. Tant'è che il settimo assessore, spettante a Caivano 2.0, non è stato ancora nominato visto le divergenze fra i due consiglieri comunali, il commercialista Peppe Gebiola e l’ingegnere Antonio Esposito. Caivano Unita ha fatto fuori all'ultimo momento il primo non eletto Antonio Angelino, medico omonimo del sindaco. Azione, invece, ha dovuto sostituire Clorinda Capozzi, che ha rinunciato ieri sera dopo una prima accettazione, con Raffaella Crispino. Antonio Angelino conserva le deleghe alla Manutenzione, decoro urbano, cimitero, polizia locale, personale e protezione civile. Particolare importante: nessuno dei membri della giunta abita a Caivano.

LA NUOVA GIUNTA COMUNALE

Vincenzo Caiazzo (Bene Comune), ufficiale Carabinieri in pensione, (vicesindaco) Lavori Pubblici, Gestione Espropri, Patrimonio, Pnrr, Smartcity

Raffaele Marzano, farmacista, 62 anni, persona di fiducia del sindaco si occuperà di Cultura, Famiglia e Sussidarietà

Renata Lopez, Tecnico e persona di fiducia sindaco, Urbanistica, Edilizia Privata e Condoni, Sue, Attività Produttive, Suap  

Orsella Russo, avvocato, 32 anni (Caivano Conta) Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili, Sport, Tempo Libero

Raffaella Crispino, avvocato amministrativista di Crispano (Azione Caivano), Aree verdi e parchi, Ambiente, Ecologia, Igiene Urbana, Randagismo, affari legali, servizi demografici, elettorali e statistici.

Giuseppe Precchia di Portici (Caivano Unita) Servizi Sociali e Affari Generali

CAIVANO - In corso le trattative per formare la nuova giunta comunale e decidere contestualmente il presidente del consiglio comunale. Ovviamente il tempo perso finora è fisiologico. Radiocastello dice che lunedì 15 dicembre sarà ufficializzato l’esecutivo cittadino. La presidenza del consiglio sembra che abbia sbloccato l’empasse, infatti dovrebbe andare ad Azione (terzo partito della coalizione) e a ricoprire il prestigioso ruolo sarà l'avvocato Luigi Esposito, uomo molto vicino al sindaco. Presidenza del consiglio che però era rivendicata anche da Tobia Angelino, il più votato a Caivano (1208 preferenze) e anch'esso nelle grazie del primo cittadino, ma ha ceduto per il bene della coalizione.

Innanzitutto c'è da vedere quanti assessori di sua fiducia nominerà il primo cittadino Angelino, sicuramente tecnici. Si dice uno o due, ed è trapelato anche un nome di una donna che si occuperà di urbanistica. Un altro nome che circola è quello di Barbara Preziosi, segretaria provinciale di Azione, e quella di un colonnello dei Carabinieri in pensione in quota Bene Comune.

Un altro tecnico di cui si fa il nome e viene visto bene in giunta è il farmacista Raffaele Marzano. Potrebbe la seconda eletta di Caivano Conta, Orsella Russo, figlia dell’indimenticato Giacinto, in virtù delle 800 e passa preferenze ricevute. Per adesso si dice che Caivano Unita (3 consiglieri) farà il nome di Antonio Angelino, un medico omonimo del primo cittadino, che sarebbe il fratello di Pasquale Angelino, già assessore in una delle passate amministrazioni in quota Alleanza per l'Italia e candidato del Pd nel 2015. Pierbruno Pisano, la mente politica di Bene Comune, avrebbe ritirato la sua candidatura. Caivano 2.0 punterà su uno fra Padricelli, già consigliere comunale e cognato di Antonio Esposito, e Salvio Russo, primo non eletto, già socio dell'ex presidente del consiglio comunale Francesco Emione.

In questo modo sembra che il sindaco nominerà un solo assessore di fiducia, mentre i partiti avranno un assessore a testa ad eccezione di Bene Comune, seconda forza politica, che invece ne avrà due. Ovviamente i primi non eletti spingono per entrare giunta o per fare entrare giunta gli eletti, così in questo modo si liberano posti nel civico consesso, ma il sindaco Angelino, da quanto trapela seconde indiscrezioni, non vorrebbe i cosiddetti primi non eletti in giunta comunale. Forse perché alcuni hanno parentele scomode. Se tutto va bene ovviamente la situazione si risolverà, ma non prima dell’inizio della prossima settimana.

di PEPPE PAPACCIOLI*

La sinistra nostrana è diversa da quella francese, che contro il Fronte Nazionale di Le Pen ha dato uno straordinario esempio di unità, ribaltando l’esito delle elezioni dopo i risultati del primo turno, che vedevano l’estrema destra in vantaggio. La Gauche si è subito unita e mobilitata, conquistando una vittoria inaspettata. In Italia, è ormai risaputo il proverbiale masochismo della sinistra. Gli esempi di come questo atteggiamento abbia influenzato la politica italiana, e in particolare le coalizioni di governo, sono numerosi.

Basti pensare a figure come Fausto Bertinotti e Matteo Renzi, che, per le loro convinzioni sconsiderate, hanno fatto cadere governi o non hanno partecipato a coalizioni di centrosinistra che avrebbero potuto essere vincenti. L’unico esempio di coalizione vincente è stata quella dell’Ulivo, ideata dal professor Romano Prodi, un grande federatore capace di stilare un programma politico e di governo. Purtroppo, figure di tale caratura non sembrano esserci all’orizzonte.
La speranza è che non dobbiamo vedere per molti anni ancora questa destra al governo italiano.

* DOCENTE

Riceviamo e pubblichiamo:

di GIUSEPPE LIBERTINO, COORDINATORE DELLA LISTA CAIVANO LIBERAL DEMOCRATICA

Caivano. L’indignazione: finalmente. È il caso di scriverlo a caratteri cubitali. Noi, cittadini onesti e impegnati per questa terra, lo sapevamo già che l’indignazione fosse diffusa; perché, se siamo indignati noi cittadini onesti ed impegnati, perché non dovrebbero esserlo pure tutte le persone oneste di Caivano?
Abbiamo vissuto lo stesso dramma: governati da una classe dirigente omertosa e connivente. Silente e complice. Incapace e con interessi privati.
Ogni volta prometteva il cambiamento. Ed ogni volta siamo stati costretti a prendere atto che avevamo di fronte sempre le stesse persone, sempre le stesse facce, sempre gli stessi obiettivi e interessi.

Qualcuno si è salvato scappando, appena ha avuto la sensazione del tintinnìo delle manette. Altri sono stati travolti dall’onda degli scioglimenti e dalle inchieste della Procura.
Adesso nessuno può più sfuggire al giudizio della storia: prima ancora che dell’opinione pubblica. Se le facce sono sempre le stesse da 40 anni a questa parte, se sempre gli stessi hanno promesso il cambiamento e prodotto la peggiore degenerazione, perché i cittadini, oggi, dopo tutto quanto accaduto in questa terra martoriata e sfortunata, dovrebbero ancora dare credito agli stessi soggetti?
Oggi non è credibile alcuna ipotesi di riciclo. Già vista e fallita, e sempre con gli stessi risultati. Si è passati dallo scioglimento per camorra del centrodestra alimentato dal centrosinistra, allo scioglimento per camorra del centrosinistra con l’aggiunta di arresti e di una ricostruzione della Procura da brividi. Ora i 40 anni di brutta politica si riorganizzano. Civiche che di civico non hanno nulla, destra sinistra, centro, centrosinistra. Sono sempre loro. Sempre gli stessi. Quelli che in questi due anni sono rimasti in silenzio mentre Caivano ha vissuto e sta vivendo il momento più brutto della sua storia.
Mai come oggi, trasformata a livello nazionale nell’esempio da non seguire. 40 anni di politica spartiti in 24 mesi, come se nessuno di quei soggetti fosse di Caivano; come se nessuno di quei soggetti amasse Caivano, come se nessuno di quei soggetti fosse interessato più a questa città, perché è chiaro che oggi quel Municipio non può più essere il “bancomat” di nessuno.

Procura e prefettura hanno i radar accesi qui più che altrove e tale contesto non è proprio l’ideale per chi ha scritto la storia di questo territorio. Bastano i loro nomi a determinare una continuità che nessuno vuole. E lo abbiamo dimostrato noi, cittadini attivi, che in questi due anni di fango scaricato sulla nostra comunità gratuitamente.
Ci abbiamo messo la faccia a difesa di ciò che veramente siamo: persone perbene, corrette che vivono di lavoro. Sbaglia chi ci ha confuso con una parte della classe politica che ci ha governato. La stessa politica rimasta muta dopo lo sfascio realizzato ed è toccato a noi sobbarcarci il peso della difesa di Caivano e di ciò che veramente siamo. E adesso, alla vigilia delle elezioni, abbiamo anche capito perché ci hanno lasciati soli.

La politica non poteva parlare perché l’indignazione non era limitata a noi cittadini attivi. Intanto cosa succede nel nostro territorio? Il centrosinistra con Pd, i Cinque stelle ed altri partiti, ossia la continuità dell’amministrazione Falco, annunciano il tavolo politico per organizzare la coalizione. La notizia arriva sui social e i cittadini commentano: solo tanta indignazione. Provate a leggere i commenti in rete sulle pagine social dei giornali on line del paese. Questa volta non basteranno tutte le famose e solite promesse a legittimare il ritorno di una classe politica “jurassica” e responsabile di quanto di peggio è accaduto. Un unico calderone pronto a tornare che rappresenta la continuità, ma questo carrozzone Caivano non lo vuole, non lo vogliono i cittadini di Caivano, non lo vogliono la stragrande maggioranza dei residenti.

E dall’indignazione di queste ore abbiamo il dovere di partire. Non basta indignarsi, ce lo dobbiamo mettere in testa perché chi ha interessi, chi ha scritto i 40 anni di storia a Caivano non si è mai preoccupato dell’indignazione e nemmeno della reputazione. Convinti che i cittadini corretti se ne staranno a casa e se qualcuno prova a scendere in campo, sanno pure come infangarli, da specialisti in materia, e rispedirli a casa. Sono convinti che la città sia tutta loro, ancora loro, indignata ma pronta ad essere di nuovo colonizzata dagli stessi soggetti, dagli stessi interessi, dagli stessi accordi. E gli indignati? Alcuni non andranno a votare, altri sceglieranno col naso turato il “meno peggio”. Quante volte abbiamo ascoltato questa frase? Tante, troppe volte. E allora è arrivato il momento di compiere un passo in avanti, oltre l’indignazione. Abbiamo il dovere di rimboccarci le maniche e di impegnarci in un progetto che sia alternativo a 40 anni di pessima e fallimentare.

Contrastare i soliti soggetti: quelli in prima linea ed altri in regia, che reggevano i fili di quelle coalizioni che oggi tentano di riorganizzarsi sotto la stessa guida e la stessa stella.
Come dobbiamo fare per scendere in campo? Abbiamo il dovere di creare dei canali di comunicazione e delle occasioni di partecipazione per aderire.
Il movimento 𝑪𝒂𝒊𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒂𝒍 𝒅𝒆𝒎𝒐𝒄𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂 ha annunciato che sarà promotore di una campagna aperta proprio per favorire la partecipazione, offrendo tutti gli strumenti utili e necessari. Caivanesi, è un’occasione da non perdere.
Parliamo, confrontiamoci, partecipiamo, scendiamo in campo, occupiamo quei posti da sottrarre a coloro che ci hanno saccheggiato, mortificato, umiliato e nonostante ciò vorrebbero ancora provare la scalata al Municipio. Ci hanno rubato tutto, persino il futuro. Adesso tocca a noi: prendiamoci il presente. La sfida è questa. Non vogliamo il futuro, ci prendiamo il presente. Come abbiamo già fatto da due anni a questa parte. E senza di loro siamo stati decisamente meglio dimostrando che Caivano siamo noi, distinti, distanti e diversi da chi ci ha fatto passare per una banda di camorristi e tangentisti, omertosi e collusi.
Caivano siamo noi. E Caivano si riprenderà il presente!

Comunicato Stampa M5S di Caivano

Ringraziamo, prima di tutto, la cittadinanza caivanese per aver creduto nel nostro progetto europeo e nelle nostre idee.
Caivano ha dimostrato di ben fare un’analisi sulle proprie problematiche e nonostante il ripristino del centro Delphinia, oggi Pino Daniele, del teatro o la realizzazione del nuovo campo sportivo, le vere carenze del paese non sono state poste al centro dell’azione dell’esecutivo.
I cittadini caivanesi con il loro voto hanno evidenziato una realtà fatta di una cittadina dove manca un decoro urbano, con strade fatiscenti e piene di buche; un sistema fognario vecchio e, ormai, inadeguato; quartieri di case popolari da abbattere e riqualificare; servizi assenti; lavoro precario, nonostante un’area industriale di primo ordine e tra le più importanti del mezzogiorno; scuole inagibili ecc. Caivano e i caivanesi non si sono fatti comprare da dei manifesti con la scritta 52 milioni e la faccia della Meloni.
Il voto al Movimento 5 Stelle rappresenta ed ha rappresentato espressione verso una città proiettata al futuro: Ecosostenibile, funzionale e vivibile.
È finito il tempo delle passerelle dei Ministri ora è il tempo di mettere in piedi un vero “Modello Caivano”.
La vivibilità e lo sviluppo di un luogo non passa attraverso delle opere fine a se stesse e poco attrattive; esse non bastano per creare quel circolo virtuoso che serve allo sviluppo di una cittadina.
Noi siamo e lotteremo per una Caivano a vocazione europea.

Newsletter

Resta aggiornato con la nostra newsletter

Politica