CAIVANO - Ieri sera, mercoledì 27 ottobre, c'è stata l'ennesima riunione di maggioranza per tentare di fare il famoso rimpasto di giunta: ci sono da dare due assessori a Noi Campani, partito privo da giugno di rappresentanza nell'esecutivo, e soddisfare la voglia di Italia Viva, forza politica passata da 3 a 5 consiglieri, che rivendica il posto in giunta per far ritornare a Pasquale Mennillo, estromesso da alcuni mesi, sempre per questioni numeriche.
Ma per dare un posto in più e di sesso maschile a Italia Viva bisogna che qualcuno lo cedi ma nessuno fra Pd, Noi Campani e 5 Stelle è disposto a ridimensionarsi, anzi i pentastellati dovrebbero scomparire dalla giunta. Una braccio di ferro. Una questione talmente spinosa che il sindaco Falco, dopo mesi di riunione infruttuose,"avocò" a sè la cosa visto che la sua maggioranza non era riuscita a portargli una soluzione. Ma anche per il primo cittadino, è un rebus e forse ancora non sa cosa fare esattamente, francamente non è facile decidere.
L'altra settimana sentì, separatamente, tutti i segretari politici e ieri sera dopo altre riunioni infruttuose, poteva imporre la soluzione, ovvero accontentare Italia Viva oppure no; in ogni caso il primo cittadino dovrebbe buttare giù dalla torre qualche forza politica ma, da grande diplomatico, avrebbe invitato i partiti maggiori al senso di responsabilità, insomma siamo punto e daccapo. Tant'è che partiti e primo cittadino si rivedranno sabato mattina, sperando che si trovi la soluzione.
L'assessore, per questione numeriche ovvero, secondo il manuale Cencelli, andrebbe tolto ai 5 Stelle oppure a Mariella Donesi di Articolo 1, recentemente indagata per una presunta una dichiarazione mendace, ma il sindaco evidentemente non se la sente di farlo, di tradire il patto stipulato subito dopo le elezioni, ovvero un assessore per ogni partito rappresentato in consiglio comunale, che, ironia della sorte, trovò proprio in Italia Viva uno dei grandi sostenitori mentre Noi Campani accettò a malincuore.