Da venerdì scorso, il piccolo di Caivano, un bambino di soli 4 anni, si trova di nuovo sotto le luci delle corsie dell’ospedale, combattendo contro una febbre alta e un viso pallido che non lascia spazio a dubbi: qualcosa non va. Ricordiamo che ad inizio luglio, il suo coraggio era stato messo alla prova da un morso di ragno violino, un incontro che avrebbe potuto essere fatale. Il bambino era stato immediatamente ricoverato al Santobono, dove aveva affrontato una battaglia contro una necrosi sulla gamba destra, che aveva richiesto un intervento chirurgico per essere rimossa. Ora, a distanza di qualche settimana, la sua lotta continua: i medici sono ancora al suo fianco, cercando di sconfiggere un’infezione che sembra non voler mollare. La comunità di Caivano si stringe intorno a questo piccolo guerriero, sperando in un rapido miglioramento e in un ritorno alla normalità per il suo sorriso che, nonostante tutto, rimane un simbolo di speranza e resilienza. Restiamo in attesa di buone notizie, con la fiducia che il coraggio di questo bambino possa presto prevalere sulla malattia.

Dopo le prime due serate con BiréliLagrène e China Moses, il 15 e 16 luglio Piazza Campania ha ospitato due appuntamenti sold out che hanno visto protagonisti artisti di livello internazionale e un pubblico entusiasta. La prima serata ha visto salire sul palco Michel Camilo, che ha incantato gli spettatori con un assolo di pianoforte ricco di poesia, virtuosismo e profondità emotiva. Il compositore dominicano, tornato in Campania dopo dieci anni, ha trascinato il pubblico in un viaggio tra jazz, musica classica e sonorità latin, creando un’atmosfera di intima connessione e autentica magia. «La musica è il linguaggio universale dell’anima», ha dichiarato l’artista prima di salire sul palco, sottolineando quanto ogni concerto jazz sia irripetibile e unico.

Il giorno successivo, 16 luglio, è stato invece il momento della band newyorkese Kennedy Administration. Con la sua energia travolgente, groove contagioso e una voce magnetica, il gruppo ha fatto scatenare il pubblico tra soul, jazz, funk e R&B, trasformando Piazza Campania in una vera e propria festa collettiva. «Siamo entusiasti di essere qui. È la nostra prima volta in un centro commerciale, ma l’energia è pazzesca», ha raccontato la frontwoman prima del concerto. La performance, caratterizzata da una forte interazione con il pubblico, ha concluso la serata in modo memorabile.

Jazz, innovazione e partecipazione: una rassegna che lascia il segno

Luglio in Jazz 2025 si distingue non solo per la qualità delle performance, ma anche per il suo format innovativo che unisce musica dal vivo e visual dinamici generati in tempo reale da intelligenza artificiale, offrendo un’esperienza immersiva e coinvolgente.

Tutte le serate sono gratuite e aperte a tutti, con la possibilità di prenotare aree riservate con servizi dedicati, sottolineando l’impegno del Centro Commerciale Campania nell’offrire un evento accessibile e di alta qualità.

I prossimi appuntamenti promettono ulteriori sorprese, grandi nomi e scoperte musicali che continueranno a rendere “Luglio in Jazz” un punto di riferimento per gli amanti della musica e della cultura estiva: il 30 e 31 luglio quando, a partire dalle ore 22.00, si esibiranno Avishai Cohen e Incognito.

Per aggiornamenti sugli eventi e prossime aperture, visita la sezione Eventi e News sul sito www.campania.com e iscriviti alla newsletter al link www.campania.klepierre.it/registration/it-campania-newsletter-registration/.

Il Polo Millegiorni, cuore pulsante del Parco Verde di Caivano, apre ufficialmente le iscrizioni per l’anno educativo 2025/2026, rivolte a bambine e bambini dai 13 ai 36 mesi. Lo spazio educativo integrativo, gratuito e di alta qualità, è attivo presso il plesso “Collodi” dell’I.C. 3 Parco Verde e accoglierà fino a 17 piccoli iscritti. Il servizio integrativo è gestito dalla Cooperativa Il Quadrifoglio, che garantisce un ambiente sicuro, inclusivo e attento ai bisogni di ciascun bambino. Le attività prenderanno il via a settembre 2025 e si svolgeranno al mattino, dal lunedì al venerdì, per un massimo di 4 ore giornaliere (8:30–12:30). Il programma prevede laboratori ludico-didattici mirati allo sviluppo delle competenze cognitive, motorie ed emotive: lettura, creatività, psicomotricità e stimolazione sensoriale, in un contesto accogliente e strutturato.

Tutte le informazioni dettagliate, l’avviso completo e i moduli di iscrizione sono disponibili sui siti del comune di Caivano e della Cooperativa Il Quadrifoglio:
www.cooperativailquadrifoglio.net Il progetto, finalizzato al rilancio del territorio, è promosso da Save the Children in sinergia con le cooperative Il Quadrifoglio e L’Orsa Maggiore in collaborazione con l’Istituto Comprensivo 3 “Parco Verde” e il Comune di Caivano.

Lo spettacolo di Fulvio Sacco porta in scena il sogno americano e l’improbabile genesi del Topolino più famoso del mondo

Dopo il successo riscosso da “Cazzimma&Arraggia”, Fulvio Sacco continua il suo percorso teatrale e arriva con un nuovo spettacolo. Domenica 20 luglio 2025, alle ore 19.00, al Giardino dell’Orco (in via Lago D’Averno) a Pozzuoli, andrà in scena l’anteprima campana di “Caivano Dreamin’ – se puoi sognarlo devi farlo”, con l’organizzazione di Nu’Tracks, nell’ambito della XIV edizione della rassegna “Il Teatro alla Deriva”. Se nel precedente spettacolo Sacco raccontava come un desiderio collettivo possa trasformarsi in realtà, in "Caivano Dreamin" l’autore esplora l'altra faccia della medaglia, quella dei sogni che restano incompiuti e parte da un'improbabilità storica: la leggenda secondo la quale Topolino sia nato a Napoli.

È il 25 settembre del 1926 e due improbabili della provincia di Napoli s’imbarcano per Ellis Island, New York. Quello che sanno, è che non hanno nulla se non la speranza, i sogni e delle bottiglie di anice con un topo in pantaloncini corti ritratto sopra. Quello che non sanno invece, è che quello scarabocchio nero, incredibilmente simile al Mickey Mouse che Walt Disney avrebbe creato di lì a poco, cambierà la storia di ogni bambino sulla terra. Al di là della veridicità di questa storia, ciò che davvero conta è il tema universale del sogno e del rapporto quotidiano che ognuno di noi ha con le proprie aspirazioni.

«Lo ammetto – racconta Fulvio Sacco - non volevo raccontare la storia della bottiglia di anice nata nella provincia di Napoli e arrivata nelle mani di Walt Disney, così come non volevo raccontare che il padre di Mickey Mouse abbia potuto “rubare” il disegno del topo proprio dall’etichetta su questa bottiglia. Quello che mi sembrava interessante invece – tiene a sottolineare l’autore - era partire da questa improbabilità per sviluppare un racconto ironico di come un sogno non potrà mai e poi mai realizzarsi! Perché la cosa sicura non è che Walt Disney ha disegnato Mickey Mouse, la cosa sicura è che solo nelle sue mani avrebbe potuto essere ciò che oggi è. Non

è quindi la natura o la materia dei nostri sogni che ci domandiamo in questa storia, ma è il rapporto che noi abbiamo con essi, sia nella loro presenza che nella loro assenza». Lo spettacolo, che gode del sostegno di IAC centro arti integrate - Matera, Pigrecoemme Scuola di Cinema – Napoli e del supporto morale di tutti quelli che hanno dimenticato il proprio sogno, vedrà in scena gli attori Christian Giroso e Fulvio Sacco. Coaching Armando Pirozzi – Scene Fabio Marroncelli – Costumi Nunzia Russo – Progetto sonoro Paky Di Maio – Assistente al Progetto Fabio Andreozzi Durata 50’ circa.

di FRANCA FALCO

In questi giorni su tutti i media è stato dato ampio risalto alla notizia dei tre studenti veneti che si sono rifiutati di sostenere la prova orale dell’esame di stato, conclusivo della secondaria di secondo grado, ma hanno ottenuto ugualmente la promozione, grazie al raggiungimento di punti 60 attraverso i crediti del triennio e i voti delle prove scritte. L’attuale esame di stato, ufficialmente chiamato cosi dal 1998, fu introdotto nel 1923, con il nome di esame di maturità, dalla riforma Gentile e confermato dall’articolo 33 della costituzione che così recita: “ E’ prescritto un esame di stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuola o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale”.

Tutti gli studenti, tra cui anche io, fino al 1998 sostennero, con il nome di esame di maturità classica, scientifica o tecnica, una prova che faceva tremare le vene e i polsi, e che io ancora sogno, altamente selettiva, che richiedeva una preparazione straordinaria: la maturità classica imponeva, infatti, il superamento con il voto di 6 su 10 di quattro prove scritte: il tema di italiano, una versione dal latino in italiano, una versione dall’italiano in latino, una versione dal greco in italiano. E’ appena il caso di ricordare che allora non c’ erano le fotocopie e il testo greco, scritto dal commissario di esame alla lavagna, veniva ricopiato con grande difficoltà dagli studenti per la traduzione. Completava l’esame la prova orale, che verteva sul programma integrale degli ultimi tre anni di tutte le discipline di studio; in caso di mancata sufficienza in qualche materia c’erano a settembre gli esami di riparazione.

La commissione di esame, tutta esterna, ad eccezione di un solo membro interno, era presieduta da un docente universitario: ricordo che il mio presidente di commissione fu il professore Cleto Carbonara, ordinario di Storia della Filosofia dell’Università di Napoli, con cui sostenni l’esame di Filosofia quando mi iscrissi alla facoltà di Lettere. Fatta questa premessa per fornire elementi di conoscenza dell’esame di maturità di un tempo, vorrei esprimere il mio parere sugli ultimi eventi tanto propagandati, che sollevano non pochi interrogativi.

Non posso tacere il disagio che molti alunni vivono nell’attuale scuola, dove si privilegia l’aspetto cognitivo su quello socio-affettivo e non pensare che tali gesti rappresentino un grido di allarme rivolto al mondo degli adulti, della scuola, della politica da parte di studenti, pressati da eccessive aspettative scolastiche e familiari; ma rifiutare l’esame orale,quando si è sicuri di essere promossi, è un modo molto comodo di ribellarsi. Il sociologo Crepet in una sua lunga riflessione sull'argomento fa una grossa critica al tempismo della contestazione degli studenti, che avrebbero dovuto agire prima; il rifiuto della prova orale, sbandierato ai quattro venti, può essere considerato come una forma di esibizionismo, che già sta facendo e, sicuramente, farà proseliti.

Personalmente, per la mia esperienza più che quarantennale nella scuola, ritengo che anche la prova orale, in quanto esercizio di esposizione, espressione, confronto, sia fondamentale per un’ attenta e oculata valutazione dello studente. D’altra parte un bel voto meritato, una prova ben superata richiedono, sì, sforzi, sacrifici, ma rafforzano l’autostima e danno un’intima soddisfazione; un risultato deludente, invece, deve spingere ad individuare i punti critici ed a potenziare l’impegno.

Oggi i ragazzi, per la loro fragilità, non ammettono la sconfitta; il sociologo Crepet sostiene opportunamente che essi devono accettare un insuccesso, analizzarne le cause, usarlo come stimolo per un impegno ancora maggiore. Egli cita, ad esempio, Sinner, il quale accetta la sconfitta, che è in fondo una valutazione negativa, e si sveglia presto la mattina per allenarsi, non per vincere, ma per cercare di migliorarsi e per affrontare le sfide senza paura. A mio parere, quindi, la tanto famigerata “competizione”, messa sotto accusa dagli studenti di oggi, non deve essere considerata come confronto con gli altri, ma con se stessi, in uno sforzo continuo per potenziare le proprie capacità ed affrontare le prove cui, inevitabilmente, li sottoporrà la vita, perché, per dirla con il GRANDE EDUARDO:

GLI ESAMI NON FINISCONO MAI

 

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