CAIVANO - In merito alla questione dei rifiuti della città di Roma, di cui una parte, un terzo almeno, verranno lavorati nello Stir di Caivano in attesa che la Regione Lazio trovi un sito alternativo sul proprio territorio, il Comune di Caivano, attaccato su Facebook dal consigliere Antonio Angelino, ha risposto così, dopo aver partecipato ad un incontro con altri primi cittadini dove il nostro ente era rappresentato dall'assessore Mariella Donesi, delegata dal primo cittadino:

‼️DE MAGISTRIS E L’EMERGENZA RIFIUTI LAZIO: NO A MISTIFICAZIONI. ECCO LA VERITÀ‼️

Sulla questione rifiuti del Lazio in Campania, ANCHE SE NON DOVESSE INTERESSARE CAIVANO, abbiamo aspettato la conferenza dei Sindaci a nord di Napoli per assumere una iniziativa comune. PERCHÉ LE BATTAGLIE SI FANNO TUTTI INSIEME E NON CON UN POST SU FACEBOOK.

OGGI SI È DECISO:

1️⃣ Preparare un documento unitario;

2️⃣ Assumere una delibera di consiglio unitaria dei dodici comuni;

3️⃣ Impugnare l’ordinanza al Tar;

4️⃣ Instituire un tavolo permanente dei sindaci, non solo sul problema rifiuti.

 

CAIVANO - La Campania aiuta Roma, alle prese con l'emergenza rifiuti. Emergenza capitata tante volte qui, e tante volte ci sono venute in soccorso le altre regioni. Adesso però sorge il problema, almeno nei paesi che dovranno accogliere i rifiuti, alcuni già sul piede di guerra. La Capitale produce 150 tonnellate giornaliere che arriveranno negli stir della provincia di Napoli e quindi a Caivano, l'impianto più grande d'europa, toccherà smaltire almeno 50 tonnellate al giorno, come conferma un articolo on line del noto quotidiano La Repubblica. Divampa subito la polemica politica. Antonio Angelino, leader dell'opposizione ha immediatamente, messo sotto accusa l'amministrazione comunale, rea di stare ferma, in questo caso è stata la città Metropolitana guidata dal sindaco di Napoli De Magistris a decidere di accogliere i rifiuti capitolini.

Ecco cosa ha scritto su Facebook il giovane consigliere comunale di Caivano Conta:

𝗘𝗻𝗻𝗲𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗯𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗻𝗼𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗖𝗮𝗶𝘃𝗮𝗻𝗼. 𝗜𝗹 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗟𝘂𝗶𝗴𝗶 𝗗𝗲 𝗠𝗮𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗶𝘀, 𝗻𝗼𝗻𝗰𝗵𝗲́ 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶, 𝘁𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮, 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗮 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗶𝘂𝘁𝗶, 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗶 𝗿𝗶𝗳𝗶𝘂𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗶 𝘀𝗶𝘁𝗶 “𝗦𝗮𝗽𝗻𝗮” 𝗱𝗶 𝗚𝗶𝘂𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼, 𝗱𝗶 𝗧𝘂𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗶𝘃𝗮𝗻𝗼: 𝗯𝗲𝗻 𝟭𝟱𝟬 𝘁𝗼𝗻𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼! 𝗨𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗿𝗱𝗮, 𝗶𝗹𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗽𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗮𝗱 𝘂𝗻𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗻𝗻𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗺𝗮𝗿𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀.
Mi cadono le braccia analizzando il silenzio del sindaco Enzo falco, probabilmente ancora in clima estivo e della maggioranza caivanese, soprattutto se penso che oggi alle 17 il sindaco di Giugliano ha organizzato una mobilitazione di tutti i sindaci dell’area a nord di Napoli per tentare di contrastare questa decisione, sta studiando come alzare le barricate rispetto a questa nuova marea di rifiuti destinata ad arrivare nelle nostre città. Mentre a Giugliano si chiede solidarietà e si mettono in campo iniziative utili a scongiurare questo ennesimo scempio, Caivano resta in silenzio. Assurdo. Vergognoso. Spero almeno che al tavolo di questa sera, dove siederanno tutti i sindaci dei Comuni maggiormente interessati al tema, l'amministrazione di Caivano sia ben rappresentata e che si faccia promotrice di iniziative dure e incisive perché il silenzio di queste ore del primo cittadino diventa sempre più insopportabile ed insostenibile. Com’è possibile che di fronte ad una notizia di questa portata Giugliano alzi le barricate, i sindaci degli altri Comuni stanno organizzando una mobilitazione pubblica mentre quello di Caivano latita e si trincera dietro il solito silenzio imbarazzato?
Antonio Angelino

 

CAIVANO - Sarà stato il ritorno dalle ferie, la troppa libertà che ormai la gente si prende credendo che il vaccino sia la soluzione definitiva, una buona fetta della popolazione no-vax, fatto sta che anche a Caivano aumentano pesantemente i malati di Covid. Dai 31 infettati del 17 agosto siamo passati ai 67 di ieri, ovvero 34 colpiti in più dal coronavirus in 13 giorni. Un dato sicuramente allarmante, considerando che adesso la città è di nuovo ripopolata, fra l'altro. Purtroppo non vengono resi noti i dati relativi ai ricoveri ospedalieri, ma supponiamo che la maggior parte dei Caivanesi stia a casa e magari ci siano anche alcune persone vaccinate.

C'è poco da fare. Come ha detto un noto epidemiologo, "Se non rallenta la curva del contagio rischiamo in autunno di avere l'ennesima ondata di Covid con tutte le conseguenze che porta sulle persone: sanitarie, psicologiche ed economiche". Quindi bisogna ancora di più stare attenti, limitare i contatti al minimo indispensabile, indossare sempre la mascherina, lavarsi continuamente le mani, ecc...

Tra i nuovi positivi, la fascia d’età principalmente interessata è compresa tra i 36-49 anni. Potrebbe trattarsi di persone non ancora vaccinate e che hanno abbassato la guardia nel periodo estivo. Ad oggi hanno completato il ciclo vaccinale a Caivano 18125 persone, pari al 49%. Il Comune, intanto, ha annunciato che ha ottenuto dalla Regione Campania due nuove date per le vaccinazioni con un camper mobile. L'altra volta - nel mese di luiglio - in una sola giornata richiesero la puntura circa 200 Caivanesi, adesso quindi, si spera di vaccinarne almeno il doppio.

Si è spento questa mattina Mario Navas, papà del vice presidente del Consorzio CSA-ASI Caivano, Nino Navas. Mario Navas, noto imprenditore e storico concessionario del marchio Algida, aveva 86 anni. Ha ancorato la sua vita ai valori del lavoro, del sacrificio e dell’intraprendenza. È stato uno dei primi concessionari del marchio Algida in Italia ed insieme ad altri imprenditori, agli albori degli anni '70, è stato tra i fondatori della zona industriale di Pascarola. Il suo percorso si è incrociato più volte anche con un appassionato impegno a favore della città di Caivano, dove non ha mai risparmiato il suo sostegno alle iniziative del territorio.

Più volte è stato sponsor della Boys Caivanese e protagonista, accanto a diverse altre figure ancora saldamente nel cuore di tanti cittadini, di quel fermento culturale, sociale, e politico che ha caratterizzato il “periodo d’oro” degli anni ottanta. I funerali si svolgeranno domani mattina 1° settembre alle ore 9.30 presso la basilica di San Sossio a Frattamaggiore. Alla famiglia le più sentite condoglianze da parte della redazione del giornale Caivano Press.

CAIVANO - Prime reazioni dopo l'uccisione del ragazzo 18enne nella movida di Caserta di cui abbiamo dato notizia stamane. Il sindaco di Caivano ha lavorato per anni a Caserta ma dice no a luoghi comuni, anche per difendere la città di Caivano, in cui pare abiti uno dei giovani coinvolti nell'omicidio, città spesso associata solamente a fatti di violenza e cronaca nera.

"Sono molto dispiaciuto per quanto accaduto a Caserta - ha dichiarato Enzo Falco a Caivano Press-  La mia solidarietà alla famiglia del ragazzo vittima di questa violenza assurda. La solidarietà anche al Sindaco di Caserta e alla intera Comunità casertana cui ci lega un rapporto antico. Quanto successo è rappresentativo di un malessere che attraversa i nostri giovani troppo legati ai riti della "movida" che porta con sé il sovraffollamento,  la mania di protagonismo patologico,  l'uso di alcool eccessivo e, ahimè,  la violenza che porta ai drammi di cui quotidianamente  veniamo a conoscenza.  Spero non si  determini uno dei soliti luoghi comuni: caivanese/violenza. Il mondo giovanile va indagato con attenzione e, come sempre, non solo dal punto di vista della pubblica sicurezza".

Don Maurizio Patriciello è un prete che da anni si batte contro l'inquinamento, di cui è divenuto, suo malgrado, un simbolo nazionale, ma anche contro l'invivibilità e la violenza cieca. "Profondissimo dolore e sconcerto abbiamo provato alla notizia della morte di Gennaro Leone, il diciottenne ucciso  a Caserta. Durante la Messa di stamane abbiamo pregato per lui, per i suoi genitori, per chi gli voleva bene - ha scritto don Maurizio Patriciello sulla sua pagina Facebook-. Non abbiamo ancora la certezza, ma sembra che l’assassino sia un suo coetaneo, di Caivano. Una lite per futili motivi. Una delle tante liti che scoppiano tra i giovani e che potrebbero - dovrebbero - finire, al massimo, con uno spintone. Invece, Gennaro non c’è più. Le domande sorgono spontanee: che ci faceva quel coltello nelle tasche dell’assassino? Perché ha sentito il bisogno di uscire armato? È triste e doveroso prendere atto di tanta bieca violenza tra i più giovani. Un esame di coscienza si impone per tutti. E se è vero che chi ha ucciso è del nostro paese, il dolore e lo sconcerto in noi aumentano a dismisura. Riposa in pace, Gennaro".

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