Coinvolti l’ex sindaco Tonino Falco, l’ex segretario Vittorio Ferrante e quattro ex funzionari. Le indagini svolte dalla Tenenza dei Carabinieri di Caivano
NAPOLI - Giudici duri. Nessuna assoluzione. Infatti, si è conclusa con una sentenza di condanna emessa dalla Procura della Corte dei Conti - sezione giurisdizionale per la Campania - il 2 agosto nei confronti di una mezza dozzina di ex funzionari e amministratori del Comune di Caivano la vicenda giudiziaria che ha nel mirino la mancata riscossione dei canoni di affitto nel noto quartiere Parco Verde. Si tratta dell’ex sindaco Tonino Falco, unico politico a pagare, degli ex dirigenti Lello Esposito, Stefano Lizzi, Giovanni Zampella e Gennaro Sirico e dell’ex segretario Comunale Vittorio Ferrante, quasi tutti ormai in pensione. Va precisato che le persone condannate, avverso la sentenza, possono ricorrere in Appello ed eventualmente in Cassazione.
Le indagini dell’allora Tenenza Carabinieri di Caivano, guidata dal Tenente Antonio La Motta, iniziate nel 2017 e concluse nel 2019, hanno permesso di constatare la “mala gestio” posta in essere per gli anni 2004/2009, per 422 unità abitative su 750 nonché, per gli anni 2009/2013 per 34 locali commerciali, con conseguente squilibrio economico-finanziario dell’Ente. Quanto emerso dalle indagini fu propedeutico allo scioglimento del Comune di Caivano per infiltrazioni camorristiche avvenuto nel maggio 2018.
Ora la Corte dei Conti con la sentenza n. 486-2023, presidente facente funzioni Rossella Cassaneti, si è pronunciata calcolando un danno erariale di un milione di euro. A Caivano quindi è ancora bufera sulla politica, a meno di una settimana dallo scioglimento del Comune per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali. Intanto la stessa Corte dei Conti ha in mano l’inchiesta sul dissesto finanziario che prende in considerazione proprio il periodo soprattutto in cui ha governato l’ex sindaco Tonino Falco (2010-2015).
ECCO QUANTO DOVRANNO VERSARE, A CUI VANNO AGGIUNTI AGLI INTERESSI LEGALI, LA RIVALUTAZIONE MONETARIA E LE SPESE DI SENTENZA:
Giovanni Zampella 268.085 euro
Stefano Lizzi 268.085 euro
Vittorio Ferrante 143.617 euro
Lello Esposito 134.042 euro
Tonino Falco 95.744 euro
Gennaro Sirico 47.842 euro