Edito da Milena Edizioni nel 2017, “La santa piccola” è il secondo romanzo (dopo “La trilogia degli insetti” da poco rieditata in “Siccità”) dello scrittore di Marcianise Vincenzo Restivo in cui regna sovrana l’atmosfera asfissiante della periferia napoletana tra intolleranza e degrado.

Una storia con protagonisti adolescenti (Lino, Mario e Assia) che si scontrano con le ostilità di un mondo che non li accetta, che li respinge e li costringe ai margini. Un piccolo mondo che, però, ancora spera in un miracolo.
Sarà la piccola Annaluce, soprannominata “La piccola santa” a tentare di compierlo ma la speranza si dissolverà in una calda giornata d’estate. Come afferma lo stesso Restivo, che conosce bene la realtà asfittica che descrive, la storia de “La santa piccola” è liberamente ispirata alla triste vicenda di Fortuna Loffredo, la bambina di sei anni abusata e scaraventata dall’ottavo piano dell’isolato numero tre dell’Iacp di Caivano.
L’opera di Restivo, dopo la vittoria all’ottava edizione della Biennale Collage Cinema dove è stato scelto come unico progetto italiano, si appresta a raggiungere il grande schermo sotto la direzione di Silvia Rutelli. Le riprese, che si terranno prevalentemente nella Sanità, sono appena iniziate.
L’autore, che non ha preso parte alla stesura della sceneggiatura, si mostra però ottimista e fiducioso per un soggetto che rende giustizia al suo libro e la scelta eccellente del cast in cui compaiono Gianfelice Imparato e Vincenzo Antonucci anche se, come confessa lui stesso, sognava Valeria Golino nel ruolo della madre di Lino. Il riferimento alla piccola Fortuna, dunque, sarà sottile e delicato nella consapevolezza che certe storie non possono e non devono finire nel dimenticatoio.

 


Newsletter

Resta aggiornato con la nostra newsletter

Politica