* comunicato stampa consigliere 5 Stelle del Comune di Caivano Luigi Sirletti

Apprendo, solo oggi, dal quotidiano online www.stampareggiana.it, le dichiarazioni pericolose rilasciate dal Sindaco di Caivano, dott. Antonio Angelino, durante l'evento "Costruire le comunità, il ruolo delle istituzioni contro le mafie" dello scorso 14 Maggio agli studenti degli Istituti Scaruffi e Chierici di Reggio Emilia.
"La prima volta che ho fatto un comizio al Parco Verde, dichiarai apertamente che non volevo i voti della camorra. In quel momento fui costretto a interrompere e sgomberare il comizio, perché la criminalità non accettava che si parlasse di libertà in quel luogo”, queste le parole del nostro Sindaco pronunciate dal palco del teatro. Un fatto che se accaduto sarebbe di un’estrema gravità, soprattutto se pronunciate dal primo cittadino di un comune sciolto ben due volte per infiltrazioni camorristiche.

A memoria, di chi vive quotidianamente ed intensamente il quartiere, il sindaco, nel Parco Verde, non ha mai svolto comizi: nè durante la scorsa campagna elettorale, nè quella del 2020, che lo vedeva contrapposto all’ultima amministrazione sciolta. Mai presenza reale nel quartiere, mai un confronto pubblico con i residenti, mai l’ascolto diretto dei problemi delle famiglie che vivono questo territorio, neanche quando era consigliere di minoranza con il PD.
Dando però, per veritiere le parole pubblicamente proferite dal nostro sindaco, a questo punto gli chiediamo: Ha denunciato i fatti alla Procura della Repubblica cosicché i vili responsabili di questo atto fossero assicurati alle maglie della giustizia? Quando è accaduto? In questa o nella passata candidatura a Sindaco? Se non lo ha fatto la domanda è perché? Se non lo ha fatto, dovremmo credere che altre volte possono accadere di questi episodi e lei non denuncerà? Ha ragione, allora, certa stampa locale ad accendere fari su ombre?

Sindaco vogliamo, pretendiamo ed abbiamo diritto a delle risposte su queste domande. Non si può giocare a fare il sindaco dell’antimafia; l’antimafia è una cosa seria, si fa con le denunce, vere e circoscritte. L’antimafia non si fa in un quartiere così delicato cambiando solo un’insegna per dare la speranza ai cittadini perbene che ivi ne vivono, ma con attenzione, la cultura, la formazione, l’associazionismo ecc. Se un episodio del genere fosse realmente accaduto, un comizio sgomberato dalla criminalità perché si parlava contro la camorra sarebbe diventato immediatamente un caso mediatico e di cronaca nazionale. Una notizia del genere avrebbe occupato giornali, televisioni e dibattito pubblico. Eppure non esiste alcuna traccia pubblica di quanto raccontato oggi.

Il Parco Verde non può essere utilizzato per costruire racconti eroici o dichiarazioni ad effetto davanti agli studenti o sui giornali. Lei a quei ragazzi di Reggio Emilia ha parlato di verità ed allora ci racconti tutta la verità e non butti altro fango sulla nostra comunità e su un quartiere già martoriato e denigrato. Nel Parco Verde esistono persone vere, famiglie vere, cittadini onesti che ogni giorno combattono contro abbandono, degrado e assenza delle istituzioni. Lei parla di legalità a dei giovani, di istituzioni, quando lei è il primo irrispettoso con le sue chiamiamole irruenze. Ricordiamo, il primo consiglio comunale, lei con atteggiamenti molto “arroganti”, diceva al consigliere Mellone: “Parli ancora...è meglio per te che stai zitto”, o quando ha detto che se ne fregava delle parole di un consigliere che stava denunciando disservizi proprio in quel Parco Verde di cui si riempie la bocca, oggi. E tutte le volte che urla in consiglio comunale sbraitando senza alcun rispetto. Perfino, il Presidente della Boys Caivanese, società calcistica, storica, ha detto sotto un suo post e pubblicamente che aldilà di mettere la giacchetta e fare finta di fare il Sindaco quello che rimarrà è l’essere “Bullo”.

Aspettiamo risposte perché i fatti da lei esposti su un palco non possono passare inosservati; se veri...


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