CAIVANO - “Ci accostano alla Banda Bassotti o addirittura la mia persona a Vito Ciancimino". Nel primo caso è stato un manifesto anonimo, in cui compariva la faccia del sindaco tra la nota banda che popola le pagine di Topolino, nel secondo caso, invece, è stata una persona attraverso un post Facebook a paragonare l’attuale sindaco all’ex sindaco mafioso di Palermo, corleonese ed amico di Riina e Provenzano".

Enzo Falco, in apertura dell’ultimo consiglio comunale, ha affermato di non essere contro i manifesti perché non è reato fare una critica ma i manifesti, soprattutto anonimi, e certe scritte sui social sono dannosi per tutto il Comune e le istituzioni.

In merito a presunte infiltrazioni camorristiche, Falco ha affermato che, se ci fosse un incidente che riguarderebbe il suo Comune, lui lo denuncerebbe subito e si dimetterebbe immediatamente. Certo non è facile, francamente, fare il sindaco di Caivano, si è esposti a critiche sacrosante, altre no e ad altre che sono delle vere e proprie calunnie.


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