Coinvolti quattro civilisti di Caivano e altre due persone, la truffa andava avanti dal 2013 al 2021
AVERSA - Bufera sul mondo dell’avvocatura per una presunta frode all’agenzia delle entrate. Secondo la Procura di Napoli Nord, pm De Sciuva, una ventina di legali avrebbero presentato falsi ricorsi all’agenzia delle entrate, a nome di persone ignari e persino defunti grazie ad una delega farlocca, per intascare le spese legali. L’inchiesta, eseguita dai militari della guardia di finanza, copre un arco temporale di 9 anni, dal 2013 al 2021, i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio dei legali e delle persone che procuravano loro le identità vere, fra cui il responsabile di un Caf di Afragola, in tutto 47 persone. L’inchiesta è nata dopo la denuncia della stessa agenzia delle entrate, la quale ha rilevato che, soprattutto al giudice di pace di Afragola, venivano presentati troppi ricorsi rispetto alla media. Almeno 40 persone, che risultavano aver presentato un ricorso, convocate in Procura hanno disconosciuto la loro firma sui documenti abilmente ottenuti e falsificati dalla banda.
Fra i cinque civilisti, ritenuti gli architetti della truffa insieme al titolare del Caf, ci sono due legali di Caivano, altri avvocati Caivanesi hanno un ruolo minore. Molti indagati sono del circondario di Napoli Nord. Tutti dovranno comparire davanti al Gip il 7 dicembre, che deciderà chi mandare a processo e chi scagionare dalle accuse.