Dopo due anni di stop, imposto dall’emergenza sanitaria, la compagnia teatrale “La Carrozza d’Oro”, fondata da Pasquale Napolitano, Luana Martucci e il caivanese Alfredo Giraldi, è pronta a tornare in scena con un progetto interessante e ambizioso. Si tratta de “L’età di Sonia”, opera che fonde due lavori del drammaturgo partenopeo Roberto Bracco: il dramma “I Pazzi” (1922) e il monologo “Sonia” cucito sull’omonima protagonista de “I Pazzi” a cui Bracco, da femminista e profondo estimatore dell’universo femminile qual era, si era affezionato.
“L’età di Sonia”, che sarà in scena la prossima stagione teatrale con la firma alla regia di Pasquale Napolitano, invita il pubblico ad assistere alla prova aperta del giorno 15 aprile (alle 11 o alle 17) presso il Teatro Sannazaro di Napoli che ha concesso alla compagnia teatrale la residenza artistica per poter lavorare al progetto.
Si tratta di un vero e proprio viaggio compiuto dalla protagonista Sonia, una prostituta di alto rango, attraverso tutte le sue età. Sonia, nel suo appartamento, farà i conti con i ricordi, le voci e i fantasmi del passato.
Il progetto de “La Carrozza d’Oro” è sicuramente degno di nota, non solo per il grande lavoro svolto sui testi, ma anche perché cercherà di tirar fuori dal dimenticatoio un grande drammaturgo che ha pagato un prezzo troppo caro per il suo antifascismo.
Roberto Bracco, la cui prima opera teatrale fu messa in scena proprio al Sannazaro nel lontano 1886, a causa del suddetto dramma “I Pazzi”, si ritrovò al centro di una forte polemica che da artistica si trasformò presto in ideologica. Il dramma venne fortemente osteggiato dal regime fascista e dai sostenitori del “teatro nuovo” portato avanti da Pirandello. Bracco, per la sua fervida opposizione al regime che lo portò anche a rifiutare il vitalizio chiesto per intercessione al duce, fu condannato ad una sorta di damnatio memoriae dalla quale il progetto de “La Carrozza d’Oro” cerca di tirarlo fuori.