CAIVANO - Anche a Caivano martedì 1° e mercoledì 2 marzo senza medici di base, studi sbarrati per 48 ore, reperibilità assicurata solo per malati veramente gravi. Infatti dopo una riunione tenuta ieri sera 23 febbraio, il 90% di loro ha aderito allo sciopero nazionale, proclamato dopo che il Senato ha respinto la proposta di indennizzare i camici bianchi caduti in servizio per il Covid, circa 400, ma non solo. “In un paese in cui si erogano soldi facili con bonus a volontà, noi medici, che veniamo considerati degli eroi con questa pandemia, siamo trattati male, anche la proposta del ministro Speranza di destinare appena 15 milioni di euro alle famiglie dei defunti, è irricevibile”, afferma un medico di base di Caivano. Ma le ragioni sono tante per scioperare e sono elencate nella foto che pubblichiamo sopra e le modalità di assistenza il 1° e 2 marzo (vedi foto sotto).


Newsletter

Resta aggiornato con la nostra newsletter

Politica