CAIVANO - In questo periodo di pandemia, i principali prezzi della farina, cereali, semi oleosi e oli commestibili sono aumentati ai prezzi massimi degli ultimi dieci anni. Allo stesso modo, anche i prezzi del petrolio greggio sono cresciuti di sei volte rispetto al livello di un anno fa, sono in aumento i tassi di nolo ed i prezzi di vari materiali come per esempio cartone e alluminio. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti nonché molte aziende produttrici di alimenti prevedono questo tipo di scenario: Se vi sarà il previsto aumento della domanda post-pandemia, come molti ci auguriamo, gli aumenti dei prezzi potrebbero essere ancora maggiori entro la fine dell’anno 2021 e per il 2022.

Di conseguenza i prezzi di molti prodotti alimentari nel 2021 saranno più alti rispetto al 2020, che già erano aumentati del 3,4% rispetto al 2019. I confronti con un anno fa sono difficili perché è stato un anno insolito, inclusa una volatilità significativa in molti prezzi di materie prime e ingredienti e spostamenti della domanda al dettaglio dal servizio di ristorazione considerato che gran parte del paese e del mondo è rimasta in casa. Ma proprio come lo scorso anno è stato senza precedenti, la maggior parte ci aspettiamo un aumento della domanda quest’anno mentre il paese e il mondo cercano di riprendere un certo livello di normalità. Si prevede e si auspica che ci sia la ripresa degli spostamenti, il che significa un aumento della domanda di servizi di ristorazione. Tuttavia, si prevede che la domanda di cibo a casa si manterrà al di sopra dei livelli pre-pandemici poiché un numero significativo di persone continuerà a stare ed a lavorare da casa.

E’ ovvio che tutti i prodotti di cui abbiamo parlato, e non solo le materie prime utilizzate per ottenere il prodotto finito incidono sui costi aziendali e di conseguenza sul prodotto finito. L’aumento dei prezzi dell’energia, come l’aumento dei prezzi del petrolio che va ad incidere non solo sulla combustione per i forni ma anche per il trasporto dei prodotti ha un impatto su tutti i livelli della catena di approvvigionamento alimentare. Da ciò è scaturito un normale aumento del prezzo del pane che non serve ad aumentare i profitti delle aziende della panificazione, ma solo a mitigare le perdite che, già da qualche tempo, si stanno verificando. Ricordiamo che tutti i costi della sanificazione, delle mascherine, degli adeguamenti degli ambienti per pote,r doverosamente, operare nel rispetto delle norme anti-covid, hanno una incidenza sui costi aziendali ed hanno ridotto di per sé i profitti. Dunque l'aumento dei prezzi del pane e dei prodotti da forno non è altro che una magra consolazione rispetto a ciò che si sta riscontrando sul mercato. Un incremento sul quale non c'è nulla da dire perché è tranquillamente nei limiti degli aumenti subiti per le materie prime.

Caivano lì, 25 settembre 2021             AICAST CAIVANO-CARDITO-CRISPANO


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