CAIVANO - Purtroppo è sempre il tema dell’inquinamento generale a tenere banco a Caivano. E come accade puntualmente da anni e anni a questa parte l’aria, soprattutto di sera, diventa irrespirabile e costringe gli abitanti a barricarsi dentro le case (non solo qui ma anche nei comuni vicini) per evitare il fetore certe volte insopportabili che quindi nuoce alla salute. Il sindaco Enzo Falco, dopo il diluvio di proteste sui social ha scritto all’Arpac, alla Regione, alla città metropolitana, al consorzio Asi e al prefetto di Napoli. “L’aria è irrespirabile da alcuni giorni, di notte in special modo, di evidente provenienza dalla zona Asi, visto che alcuni opifici non utilizzano nottetempo i dovuti filtri abbattitori di odori molesti. Chiediamo l’intervento vostro che individui, neutralizza e punisca eventualmente l’origine degli odori molesti per una popolazione già provata dal fenomeno dei roghi tossici”.

Speriamo che sortisca viste che altre del genere, petizioni popolari, interrogazioni parlamentari, non hanno mai sortito l’effetto desiderato. E come riporta un giornale on line ieri nel comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica il prefetto Marco Valentini pare abbia strigliato il firmo cittadino di Caivano proprio sul problema ambientale. Intanto, relativamente alla quarta traversa di via S. Arcangelo un runners ci ha spedito delle foto che pubblichiamo e che documentano come, mentre si pulisce un terreno dai rifiuti tossici già sono stati scaricati altri rifiuti pare di origine edilizia. Insomma, il controllo del territorio non esiste e se esiste è limitatissimo. Il prefetto forse non ha tutti i torti.


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