Presenti all'illustrazione del libro sull'ex vescovo di Acerra, nella chiesa del Parco Verde, sindaco, don Maurizio, il prefetto, il vescovo di Aversa e il procuratore della Repubblica

di STEFANIA GALIERO

CAIVANO – Una data da segnare in rosso sul calendario della rinascita di Caivano. Il prossimo 3 marzo 2026, alle ore 19.45, la parrocchia San Paolo Apostolo diventerà il centro di un confronto fondamentale tra Stato, Chiesa e società civile in occasione della presentazione del volume di Giovanni Bianco dal titolo “Don Riboldi: l’uomo della carità integrale”.

L’opera non è solo una biografia, ma un manuale azione per chiunque creda nel riscatto delle terre difficili. La figura di Monsignor Antonio Riboldi, che guidò la diocesi di Acerra negli anni più bui dello strapotere della camorra, rivive oggi come bussola etica per le sfide del Parco Verde e dell’intero hinterland Napoletano. L’importanza dell’evento è testimoniata da un parterre di relatori che rappresentano i pilastri della legalità e della spiritualità sul territorio: don Maurizio Patriciello, parroco simbolo della lotta per la tutela ambientale e la legalità, che farà da padrone di casa, unendo idealmente la sua missione a quella storica di don Riboldi; Antonio Angelino, sindaco di Caivano, impegnato nel difficile compito di riconnessione tra istituzioni comunali e cittadini; Raffaele Marzano, assessore alla cultura del Comune di Caivano, nel ruolo di moderatore; monsignor Angelo Spinillo, vescovo di Aversa che offrirà una lettura teologica e pastorale della carità integrale quotidiana; Michele Di Bari, prefetto di Napoli, la cui presenza ribadisce l’attenzione costante del Governo verso la comunità di Caivano, e Domenico Airoma Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord.

Il concetto espresso da Giovanni Bianco nel libro parla di una carità che non è semplice elemosina, ma promozione umana. Don Riboldi insegnò che non si può amare il prossimo senza chiederne la dignità, il lavoro e la sicurezza. In un momento in cui Caivano sta faticosamente ricostruendo la propria immagine e la propria struttura sociale, il richiamo a una carità integrale, diventa un programma politico e sociale oltre che religioso. “Ricordare Don Riboldi a Caivano significa dire che il cambiamento è possibile, che la voce di un uomo solo può diventare il grido di un popolo intero” spiegano gli organizzatori.


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