Sono passati ormai trent’anni da quando in un ospedale genovese cessava di battere il cuore del preside Giuseppe Crispino. Ne davano l’annuncio, oltre alla famiglia, il liceo scientifico Miranda di Frattamaggiore, sede della sua presidenza, la scuola media Milani, sede della presidenza della consorte, l’amministrazione comunale, il P.D.S., nelle cui fila egli aveva militato per circa trent’anni. La civica amministrazione ne ricordava la figura come “fulgido esempio di vita interamente dedicata alla famiglia, alla scuola, all’impegno per lo sviluppo umano, economico e sociale di Caivano, ma ancora come consigliere comunale e provinciale.” Il professor Crispino aveva iniziato la sua politica attiva a Caivano nel 1966, quando si candidò, ottenendo un successo molto lusinghiero, al consiglio comunale, nelle file del P.S.U. (Partito Socialista Unificato) e continuò il suo impegno amministrativo nel P.C.I. e poi ne l P.D.S. dal 1968 fino al 1985, quando fu costretto a lasciare definitivamente l’attività politica per un male insidioso, che lo aveva colpito nel 1976.
In questo periodo diede vita a Caivano ad una sinistra moderna e dinamica, gravida di aspettative e di voglia di cambiamento, cui aderirono intere generazioni di giovani, oggi ultrasessantenni, che lo ricordano ancora con stima ed affetto. Intese la politica esclusivamente come servizio alla collettività e perciò fu tenuto in grande considerazione, trasversalmente, da tutti i partiti; fu uomo di scuola, cui dedicò tutto il suo impegno professionale e che fu da lui considerata mezzo di riscatto umano e sociale, soprattutto per le classi meno abbienti ed emarginate.
A trent’anni dalla sua scomparsa vogliamo ricordare l’uomo di scuola ed il politico integerrimo, riportando integralmente il discorso commemorativo, pronunciato dal prof. Franco Auletta, vicario del liceo Miranda di Frattamaggiore e gli interventi nel consiglio comunale del 19 settembre 1995, avente ad oggetto “Commemorazione del Professore Crispino”, dei consiglieri dell’epoca Raffaele Sirico e Giovanni Lizzi, militanti in partiti di opposizione al P.D.S.
ELOGIO FUNEBRE DEL PROFESSOR AULETTA NELLA CHIESA DI SAN PIETRO APOSTOLO IL 26 AGOSTO 1995
Carissimo preside
siamo i docenti, gli alunni, i genitori, il personale amministrativo ed ausiliario del liceo Miranda di Frattamaggiore, il Suo liceo, quello che Lei ha messo sempre in condizione di operare, nonostante l’inerzia burocratica degli enti pubblici, quell’inerzia che ha costantemente privato la nostra scuola delle indispensabili prerogative per un normale funzionamento. Siamo qui a testimoniare davanti a Dio e davanti agli uomini della Sua città, l’impegno incessante, il calore umano, la serietà professionale da Lei profusi nel dirigere le attività della nostra comunità scolastica.
Ma più ancora noi siamo testimoni del senso di giustizia, quella sociale, sempre presente nell’esercizio delle Sue funzioni a tutela dei deboli, degli indifesi e, soprattutto, dei meno abbienti. Siamo testimoni dell’onestà morale ed intellettuale, manifestata in ogni atto della Sua vita quotidiana.
Siamo testimoni della bontà dei Suoi gesti, una bontà per niente ammantata di leziosità, una bontà poco appariscente, ma molto concreta, in sintonia con la Sua personalità e come si conviene ad un vero cristiano.
Siamo testimoni del coraggio e quale coraggio, sia nelle azioni tutte volte a difesa delle leggi dello stato contro gli abusi e i soprusi di qualunque provenienza, sia nelle assunzioni di responsabilità, inerenti al Suo operare. Siamo testimoni del senso del dovere, quale adempimento supremo di ogni cittadino. Queste doti, non comuni tutte insieme, costituiscono una vera lezione di vita:quella che Lei ha impartito a tutti noi e che non sarà facile assimilare. Anche per questo ci mancherà tanto.
Addio carissimo preside
CONSIGLIO COMUNALE DEL 19 SETTEMBRE 1995
OGGETTO: COMMEMORAZIONE DEL PROFESSORE GIUSEPPE CRISPINO
INTERVENTO DEL CONSIGLIERE RAFFAELE SIRICO
Desidero limitarmi a dare un particolare significato alla commemorazione del professore Crispino, affermando che bisogna ricordare l’insegnamento che scaturiva dal suo comportamento, che lo rendeva diverso dai suoi compagni di partito e di coalizione e, perciò, apprezzato e stimato: cioè la sua disponibilità a riconoscere, senza riserve, le ragioni dell’avversario politico, dando spesso atto, pubblicamente, che i personali convincimenti su una specifica pratica o su particolari argomenti di discussione andavano rivalutati alla luce del contributo, spesso anche critico, che, nel merito, proveniva dall’opposizione. Con ciò egli dimostrava il suo personale convincimento della necessità di pervenire, comunque, alla soluzione dei problemi di interesse collettivo, rinunciando, senza tentennamenti e con intelligenza, a posizioni di arroccamento e di stupida arroganza, nella difesa, ad oltranza, dei propri convincimenti, quando dal dibattito consiliare risultavano non più sostenibili e difendibili.
INTERVENTO DEL CONSIGLIERE GIOVANNI LIZZI
Ho sempre avuto grande stima del Professore Crispino e, questa sera, a nome mio e del partito che rappresento, esprimo sincera commozione e cordoglio per la grave perdita non solo della famiglia, del P.D.S. ma della cittadinanza tutta. Con il professore Crispino scompare un uomo moralmente, politicamente e socialmente irreprensibile, le cui capacità in questo consesso e fuori sono state apprezzate, quasi sempre, anche da chi, come me, era figlio di un’ideologia diversa, ma non per questo poteva fare a meno di riconoscere la ricerca di verità e di giustizia che ha sempre caratterizzato l’attività del professore Crispino. Professore stimato, preside stimato, uomo politico di grandi qualità, ha dato spesso lezioni di equilibrio e, nello stesso tempo, di serenità e di intransigenza, con quello stile, con quel buon gusto che oggi è molto raro trovare.
Ricordo i suoi interventi in consiglio comunale, interventi certamente opinabili, ma tutti improntati ad una dimensione, un rigore politico, un rigore etico, da cui tutti, senza polemiche, dovremmo trarre insegnamento. Ci mancherà il professore Crispino, ci mancherà il politico libero e perciò scomodo, il politico che, non poche volte, è entrato in frizione e contrasto con il proprio partito; mi mancherà il suo accorato modo di porre le questioni, mi mancherà la sua intelligenza politica, il suo spessore culturale. Omaggiamo, quindi, la figura del professore Crispino per l’eredità umana, etica e politica che a noi tutti ha saputo trasmettere.