di FRANCA FALCO

Se la morte di Papa Francesco ha suscitato grande commozione e clamore mediatico, anche la sua successione ha riscosso un grande interesse, testimoniato da circa 150 mila persone presenti, in piazza San Pietro e via della Conciliazione dopo la fumata bianca e da milioni di spettatori, incollati ai mezzi di diffusione di massa.

Tra questi ultimi c’ero anche io, che seguivo su La7 la diretta di Mentana. Ancora una volta non è stato smentito il detto: “Chi entra Papa in conclave ne esce cardinale”. Infrante ormai le aspirazioni di un papa italiano, è stato eletto, a sorpresa, il cardinale statunitense Robert Francis Prevost, che ha preso il nome di Leone XIV.

Non intendo assolutamente fare previsioni su come opererà il futuro papa; mi limiterò, invece, solamente ad esprimere le mie impressioni sul suo primo discorso e sul nome scelto, presentando storicamente due importanti papi, che regnarono sul soglio pontificio con il nome di Leone: Leone I e Leone XIII.

Alla sua prima apparizione papa Leone XIV, con la sua talare di seta bianca e la mozzetta rossa, visibilmente commosso e con gli occhi lucidi ha pronunciato molte volte la parola “pace” accompagnata dagli aggettivi “disarmata e disarmante” , che sono tutto un programma: ci piacerebbe, infatti, che i suoi sforzi maggiori avessero proprio questa direzione, perché non ce la facciamo più a vedere i continui bombardamenti in Ucraina e soprattutto ad assistere al genocidio di Gaza, attuato dal governo di Netanyahu. Non si tratta di una rappresaglia per il vile attacco di Hamas del 7/10/2023, ma di una carneficina, scientificamente programmata e crudelmente attuata contro una popolazione inerme e soprattutto contro decine di migliaia di bambini, condannati alla morte non solo per le ferite riportate durante i bombardamenti, ma anche per mancanza di cibo, perché da tre mesi si impedisce l’arrivo degli aiuti umanitari, bloccati ai confini.

IL TUTTO NELL’ASSORDANTE SILENZIO DELL’INTERO OCCIDENTE!!!! Ci piacerebbe vedere il novello pontefice mettersi ogni sera in contatto telefonico con Gaza ed operarsi per la pace presso tutti i potenti del mondo, con tutte le sue forze. Un accenno poi alla storia di due famosi papi che portarono il nome di Leone. Leone I, detto Magno, 45 esimo papa, proclamato santo, resse la chiesa dal 29 ottobre 440 al 10 novembre 461.

Paolo Diacono, monaco benedettino, scrittore, poeta, storico longobardo, vissuto dal 720 al 799, nella sua “Historia Romana”, in 16 libri, narra che nel 452 papa Leone Magno sul fiume Mincio affrontò Attila, “flagellum dei”, re degli Unni, convincendolo, armato solo della croce papale, a non marciare su Roma e a ritirarsi oltre il Danubio.

Poiché nel 455, però, non riuscì a fermare Genserico, re dei Vandali, che saccheggiarono Roma, papa Leone I si dedicò a restaurare i monumenti religiosi ed a dotare di arredi sacri le chiese, che avevano subito la spoliazione da parte di barbari. Leone XIII fu papa da 20 febbraio 1878 al 20 luglio 1903.

Era quella l’epoca in cui per l’industrializzazione dell’Italia si formavano, specialmente nelle maggiori città settentrionali, masse di operai, che facevano sentire l’esigenza di provvedimenti sociali ed assistenziali, che potessero migliorare le loro condizioni di vita.

Nel 1882, a Genova, fu ufficialmente fondato il partito socialista italiano, di ispirazione marxista; in quegli stessi anni nascevano a Milano e Torino le prime “camere del lavoro”, organismi sindacali che rappresentavano gli interessi dei lavoratori. Il governo De Pretis rispose con molta durezza alle richieste dei socialisti, le manifestazioni operaie furono represse più volte e la forza pubblica sparò sui dimostranti.

In questa temperie storica divenne papa il cardinale Vincenzo Gioacchino Raffaele Pecci con il nome di Leone XIII, ricordato come “il papa delle encicliche” (ne scrisse ben 86). La più famosa fu la “Rerum Novarum”, che gli fece attribuire il nome di “papa dei lavoratori” o “papa sociale”, per aver espresso i suoi giudizi sui problemi sociali. Egli, infatti, mentre condannava socialismo ed anarchismo, affermava l’esigenza di porre riparo “ai mali sociali” eliminando la miseria e garantendo a tutti gli uomini l’indispensabile per vivere. Insisteva perciò sulla necessità della “giusta mercede”, che mi richiama tanto alla mente “il salario minimo”, che ancora non si riesce a garantire ai lavoratori.

Fu così dato impulso alle prime organizzazioni sindacali cattoliche, che cercarono di contrastare il passo all’avanzata del socialismo. Oggi, richiesto del perché abbia scelto il nome di Leone, il novello papa ha detto che “vuole dare più attenzione alle questioni di ordine sociale nel mondo, come alle questioni di giustizia”.

MI SEMBRA UN BUON VIATICO!!!!!

 


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