CAIVANO - Ieri sera sabato 18 gennaio doveva esserci una riunione faccia a faccia per cercare di sancire almeno una tregua. Dovevano arrivare a Caivano due rappresentanti dei 5 Stelle, non locali ovviamente, per mettere pace fra il deputato Pasquale Penza e gli attivisti che lo contestano, fra cui il suo ex collaboratore ed ex consigliere comunale Francesco Giuliano. Invece, la riunione non si è fatta perchè all'ultimo momento si è saputo che i mediatori si sarebbero collegati solo in video conferenza. Ecco il documento che "i ribelli" ci hanno inviato per far sapere la loro posizione:

Con il presente documento alcuni cittadini del territorio di Caivano, ex partecipanti del gruppo territoriale Meetup Caivano, intendono rappresentare le motivazioni che hanno portato ad un allontanamento dalla politica territoriale, nonché dal gruppo Meetup Caivano. Premesso che le istanze che rappresentiamo non devono essere intese come un attacco al portavoce Pasquale Penza ma le giuste motivazioni che hanno segnato il distacco dalla politica del territorio e dall’organizzazione politica nazionale.

I sacrifici fatti in tanti anni di attivismo sul territorio hanno permesso di avere un portavoce e grazie a questa conquista tutti noi pensavamo che fosse il punto di inizio per poter costruire una politica territoriale su cui fondare un percorso politico, contribuendo alla crescita del movimento.  Tuttavia ogni qualvolta abbiamo sottoposto all’attenzione del portavoce delle sollecitazioni per risolvere problemi della comunità, legati all’istruzione, scuole, criminalità, abbiamo ricevuto solo negazioni e frasi di circostanza. Altro ancor più grave è il silenzio del portavoce su tutta la situazione del Governo sulla situazione Caivano. 

Non una parola sulle spese folli da parte del Governo Nazionale sulla ex Delphinia, né sul teatro abbattuto senza apparente motivo, con una aggiunta di sperpero di denaro pubblico tra abbattimento e ricostruzione, dove interviene con una interrogazione parlamentare Borrelli. Né una parola sulla nuova università, costruita addirittura su un suolo non ancora bonificato, addirittura presenziando all’inaugurazione della stessa. 

Senza entrare nel merito per alimentare inutili polemiche, se si vorranno approfondire le singole tematiche disattese che hanno determinato lo scollamento e la disaffezione dalla politica del movimento sarà nostro piacere affrontarle, tuttavia non ricevendo alcun conforto al nostro grido di allarme ci riterremo liberi di cercare altrove forme e altre strade per il bene della nostra comunità.

 

 

 


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