di FRANCA FALCO
CAIVANO - Antonio Vitale, approdato oggi alla televisione nazionale nella trasmissione di Rai 2, Binario 2, è un artista poliedrico: oltre che scrittore, regista, attore, è, infatti, anche docente della scuola di cinema e teatro Musidantea 2, un’accademia teatrale per adulti, ragazzi e bambini. Vasto è il suo repertorio che è un omaggio a Napoli e a chi l’ha resa grande attraverso il teatro. Il suo Pulcinella, lo spettacolo “P’eviche‘e Napule”, il cortometraggio “Fridd e famm”, selezionato al New York Movie Awards, che, è notizia di qualche giorno fa, ha vinto il premio della critica e della giuria al Festival del Cinema di Cefalù, ne sono una prova. Il nostro artista, che è stato uno straordinario Luigi Vanvitelli nell’ambito del Festival delle Ville Vesuviane ed ha recitato anche nella Salomè di Oscar Wilde, oggi rivela una notevole vis comica nel ruolo di giornalista sportivo imbranato, che sviene se deve raggiungere il sesto piano in ascensore o se deve uscire a piedi dal parcheggio intasato dalle auto in sosta. Ma Antonio Vitale ha dato prova anche di un grande attaccamento alla sua terra, che è stata scandagliata fino nelle più profonde radici, e, in suo onore, ha scritto, diretto ed interpretato due pregevoli lavori: “CAIVANUM FELIX” E “LA MIA CAIVANELLA”. Caivanumfelix fu presentato nel settembre del 2022 nel castello di Caivano e nei suoi dintorni, un teatro in mezzo al pubblico, che dava l’impressione di vivere in prima persona i momenti rappresentati; un viaggio nella memoria storica di una Caivano onesta, laboriosa, devota ed anche colta, patria di umili popolani, uomini di fede, scienziati, poeti, amministratori onesti ed animati da un forte amore per la loro terra.

Nelle vesti del canonico DOMENICO LANNA, nato a Caivano nel 1800, professore di filosofia, autore del testo Frammenti storici di Caivano, Antonio ha accompagnato gli spettatori durante la ricostruzione storica illustrata del nostro paese, villaggio osco agli origini, dipendente da Atella in epoca romana; ha presentato i personaggi del ‘400 , ‘600, ‘700,’800, che ne hanno segnato la storia, il cui ricordo è rimasto nella toponomastica del Comune.

E’ il caso di Marino Delli Paoli, di nobile famiglia, vissuto nel 1400, ecclesiastico, governatore di Todi, capo della Diocesi di Fondi, uomo esperto di leggi, buono e portatore di pace, che, nella rappresentazione scenica, appare a Piazza Cesare Battisti, di fronte al castello, imponente nella sua veste rossa. Non poteva mancare, sempre nel 1400, in un intreccio tra storia e fede, la narrazione del miracolo, datato nel 1483, della Madonna di Campiglione, la cui devozione era tanto diffusa che, come riferisce il noto archeologo di Pozzuoli Giovanni Scherillo nel suo libro Memorie Storiche di Caivano, fece visita al santuario nel 1852, il re di Napoli Ferdinando II, accompagnato dal figlio Francesco II, futuro re con al seguito un esercito di 30mila uomini.

Nel lavoro di Antonio Vitale è inserita anche una scena che ci ha riportato al ‘600, ad una vita semplice dove coppie di contadini allegri e sereni rappresentano tutta la popolazione, ma sono succubi di un’esosa pressione fiscale e delle angherie di un signorotto locale, il barone Barile, nome sopravvissuto anch’esso nella toponomastica locale. Caivano riflette, sia pure in piccolo, la società descritta da Manzoni nei Promessi Sposi, con i suoi Don Rodrigo e Renzo e Lucia.

A piazzetta San Francesco d’Assisi ha fatto la sua comparsa un’altra gloria di Caivano, Niccolò Braucci, nato da famiglia benestante nel ‘700. Fu studioso di scienze naturali, di medicina, di botanica, ideò il primo progetto dell’Orto Botanico di Napoli e compose una storia della Campania sotterranea. Dopo una intitolazione di vecchia data di una strada, al nostro illustre concittadino del ‘700 è stata resa giustizia negli ultimi anni, perché a lui è stato intitolato il liceo scientifico, istituito nel 1999 come sede staccata del liceo Brunelleschi di Afragola e divenuto autonomo nel 2008 con il nome di Liceo Scientifico Niccolò Braucci

Nel pregevole lavoro di Antonio Vitale il 1800 è stato ricordato con due figure completamente antitetiche, due sindaci dell’Italia post unitaria: Angelo Faiola, poeta e studioso, e Vincenzo Buonfiglio, ignorante ma concreto e pragmatico, a cui si deve la costruzione a Caivano di un efficiente sistema fognario, e che fece sua la regola d’oro valida per ogni amministratore di ogni tempo e di ogni luogo: “NON ACCETTARE COMPROMESSI, NON CEDERE AI RICATTI, FARE TUTTO CON AMORE E CON IL CUORE”; queste due figure sono state magistralmente interpretate da due attori di Caivano, Giuseppe Cerrone ed Alfredo Giraldi.

Su imput dell’associazione Sveglia Caivano Antonio Vitale ha reso onore a Caivano anche con un altro lavoro, in parte anticipato in Caivanumfelix: La mia Caivanella, viaggio in tre puntate nella vita umana ed artistica di Peppino De Filippo. In un mix di declamazione, recitazione, musica sono state ripercorse le tappe più importanti della vita artistica di Peppino, ed è stato dato grande risalto all’affetto che lo legò in maniera viscerale alla sua balia Consiglia, abitante a Caivano, presso cui egli trascorse i primi cinque anni, che, nel suo ricordo, furono i più felici della sua vita. Nella sua autobiografia “Una famiglia difficile” Peppino dedica ben sette pagine al soggiorno a Caivano: di Consiglia ricorda con tanta nostalgia “il caldo tepore del corpo” e descrive con immenso affetto il marito Giorgio, che, “dopo una giornata di lavoro tornava allegro e sorridente, se lo metteva a cavalcioni sulle spalle e lo portava fino a casa, dove, tra un boccone e l’altro, si informava sull’andamento della giornata”. Tali dolci ricordi lo accompagneranno per tutta la vita e, quando darà alla sua villa romana il nome di Caivanella, affermerà che “il ricordo di Caivano gli è rimasto nel sangue e non poche volte viene a rasserenargli lo spirito”.
Queste le sue parole in una missiva realmente inviata il 4 maggio 1962 al sindaco di Caivano, cavalier Giuseppe Lanna, che lo ringraziava per l’intitolazione “la Caivanella” data alla sua villa romana. Queste emozioni hanno trasmesso agli spettatori due bravissimi attori Daria Fiorillo e Gennaro Iago Esposito, che hanno impersonato la balia Consiglia ormai anziana, ma sempre tenera, ed un maturo ed affettuoso Peppino in un incontro mai avvenuto ma solo immaginato dall’autore. “Caivanum Felix” e “La mia Caivanella”, due lavori di grande spessore storico, artistico e culturale meriterebbero di essere ripresi e portati anche nelle scuole, perché,contro il dilagante presentismo è importante conservare la memoria del nostro passato, povero di beni economici, ma ricco di amore e di solidarietà.