di FRANCA FALCO*
Gli abitanti di Caivano, terra che nell’antichità faceva parte dell’agro di Atella, hanno, a mio parere, nel loro Dna qualcosa degli antichi attori delle Atellane, importate a Roma nel IV secolo a.c. proprio da Atella. La fabula atellana, la più antica forma di teatro comico, infatti, traeva il nome proprio dalla città di Atella e consisteva nell’improvvisazione di rappresentazioni sceniche da parte di attori mascherati. Quattro erano le maschere: MACCUS-IL MANGIONE SCIOCCO, PAPPUS-IL VECCHIO STUPIDO, BUCCUS-IL FANFARONE E PARLATORE PETULANTE, DOSSENNUS-IL GOBBO ASTUTO. Da queste fonti ha tratto ispirazione tutto il teatro comico non solo italiano, da Plauto, famoso commediografo romano del III secolo a.c. alla commedia dell’arte, nata in Italia nel XVI secolo e rimasta popolare fino alla metà del XVIII secolo. Nel presentare i nostri artisti di Caivano Ludeno, Autieri, Vitale ho ritenuto utile fornire i lettori di queste informazioni storiche, perché la nostra terra si distingue per aver dato i natali ad artisti di teatro di grande bravura e di fama anche nazionale, nelle cui vene, mi piace pensare, scorre il sangue degli antichi attori della fabula atellana. E’ il caso di Giovanni Ludeno, noto ormai in tutta Italia, premiato il 2 giugno 2024 come migliore attore italiano non protagonista per “Le indagini di Lolita Lobosco”, in cui ha affiancato la più famosa Luisa Ranieri.

Sono stata molto colpita dall’intervista fatta durante la premiazione: all’intervistatrice, che gli chiedeva del suo luogo di provenienza, l’attore con fierezza rispondeva di essere nato a Caivano, dove aveva vissuto nei primi venti anni. Al quanto meravigliata la signora proseguiva con queste testuali parole “Raccontaci di questa tua vita a Caivano, che, COMUNQUE, ti ha portato al successo”. Quell’avverbio “comunque”, che, per chi conosce le sfumature della lingua italiana, vuole significare “ ti sei realizzato nonostante avessi vissuto in quel luogo di perdizione, di stupro, di spaccio, di camorra, di corruzione, come la propaganda nazionale, opportunamente alimentata, vuole presentare Caivano, ha leggermente indispettito l’attore, che ha così commentato con amara ironia: “E’ razzista fare un applauso a chi viene da Caivano!”, volendo significare che forse noi di Caivano siamo considerati di razza inferiore, non meritevoli di applausi. Ho ritenuto necessario commentare l’intervista, che tra l’altro è pubblica, per dimostrare che siamo stati notevolmente danneggiati dal clamore mediatico che ci ha posto al centro dell’attenzione nazionale e non solo.
Come non parlare anche di Crescenzo Autieri, che pochi giorni fa abbiamo applaudito nello splendido lavoro “IL GIARDINO GIAPPONESE”, rappresentato nel prestigioso teatro Augusteo di Napoli, ove ha riscosso scroscianti applausi a scena aperta e lusinghiere recensioni della critica?
Oggi è la volta di Antonio Vitale, che io conosco da più di venti anni, il quale ha fatto del teatro il suo sogno e la sua passione fin dalle elementari, quando faceva ridere a crepapelle i suoi compagni di classe imitando Totò. Dopo anni di enormi sacrifici, durante i quali non solo ha inseguito i suoi sogni, ma ha studiato, conseguendo una prestigiosa laurea in Lettere, è venuto anche il suo momento di celebrità a livello nazionale: ha debuttato, infatti, pochi giorni fa nel programma televisivo BINARIO 2, trasmesso su Rai 2, rivelando una notevole vis comica nel ruolo di un imbranato telecronista sportivo, facile agli svenimenti.

Questi esempi di artisti seri, responsabili, che hanno fatto una dura gavetta, che si sono affermati con le loro forze, con straordinaria determinazione, perché, come dice Crescenzo Autieri, “QUANN UN’O TEN RINT’ O SANG L’AVIT ACCIRIR SULAMENTE”, hanno fatto anche proseliti: voglio ricordare i giovani promettenti Antonio Aversano, che ha debuttato in UN POSTO AL SOLE e recita nella compagnia di Crescenzo Autieri, Giuseppe Coppola, Giuseppe Cerrone, la piccola Claudia Sirico, che ha esordito ne IL GIARDINO GIAPPONESE e il “caivanesizzato” Alfredo Giraldi. Mi chiedo allora: quando si parla di Caivano, perché si mettono in risalto solo tutti gli aspetti negativi, che indubbiamente ci sono, e non si dà spazio ad esempi virtuosi di tanti giovani, che pure si stanno facendo onore in vari campi? E’ dell’ultim’ora la bella notizia che una cittadina di Caivano, la professoressa Angela Zampella, che ho conosciuto da piccola, perché coetanea dei miei figli, docente ordinario di Chimica Organica alla Federico II di Napoli, già senatrice accademica e direttrice del dipartimento di Farmacia, è stata nominata prorettrice della della prestigiosa Università Federico II di Napoli. Voglio ricordare anche che gli attori Ludeno (2018), Autieri (2020), Vitale (2024) e la professoressa Zampella (2018) furono insigniti del premio “Leone D’argento” dall’associazione “Sveglia Caivano”, che si prefigge lo scopo di riqualificare il nostro territorio, degradato e mortificato, ma ricco di potenzialità.
Poiché Antonio Vitale, attore, regista, ma anche scrittore ha composto, diretto ed interpretato due pregevoli lavori “Caivanum Felix” e “La mia Caivanella”, viaggio in tre puntate nella vita umana ed artistica di Peppino De Filippo, mi riservo di trattare successivamente e in maniera più dettagliata il loro contenuto, in cui l’autore rivela un forte legame con le sue radici.
*Già preside e sindaco di Caivano