CAIVANO - Il bar dell’Asi, l’unico aperto al pubblico nella storia della zona industriale di Pascarola, va chiuso. E’ questo che stamane ha “sentenziato” la polizia municipale, guidata dal capitano Espedito Giglio. Il locale, aperto all’interno di un’attività di servizi alle imprese regolarmente autorizzata dall’Asi di Napoli, si trova subito dopo l’ingresso della zona Asi dal centro di Pascarola ed è di proprietà di una società di quattro persone: Salvatore Angelino, fratello del più noto Antonio, probabile candidato a sindaco alle prossime elezioni, del figlio del suo testimone di nozze, architetto Luigi Sirico, Artur, e di suoi due amici cari.
La polizia urbana avrebbe comminato una sanzione amministrativa di 5000 euro e proposto la chiusura del locale che deve essere eseguita da altri uffici del Comune perché mancava la indispensabile licenza per la somministrazione al pubblico di cibi e bevande. La polizia si è mossa anche dopo varie denunce, giunte dalla stessa zona Asi, ed ieri sera il consorzio di secondo livello (quello degli imprenditori dell'Asi Caivano) ha affrontato la questione: il presidente ha dichiarato che loro non hanno concesso nessuna licenza alla società.
ORE 14.42 ECCO LA REPLICA DI SALVATORE ANGELINO, AMMNINISTRATORE DELLA CIA CENTER SRLS
Quello che ci contestano è un'attività che non abbiamo richiesto e che non abbiamo svolto, tranne che per le persone interne alla nostra azienda. Le autorizzazioni che abbiamo sono chiare e trasparenti e ci consentono di fare "Servizi di supporto alle imprese, gestione di eventi, attività di formazione e servizio catering", così come chiarito dall'art. 4 della Convenzione che abbiamo stipulato con il Consorzio ASI in data 11.06.2021, approvata con Deliberazione di Comitato Direttivo n.0037. Siamo tranquilli e sereni, siamo una società giovane, onesta nata attraverso la candidatura del nostro progetto al programma di finanza agevolata "Resto al SUD", crediamo nel nostro territorio e nelle nostre capacità e andremo avanti anche contro le tante falsità e cattiverie che abbiamo letto e sentito in questi giorni. Dire che sarà chiusa l'attività equivale a dire una falsità in quanto l'attività di Bar contestata non è mai stata richiesta da parte nostra al Consorzio. Chiaramente tutto l'accaduto è già nella disponibilità dei nostri legali che dimostreranno la verità e lavoreranno per la tutela dell'azienda in tutte le sedi opportune.