di LUIGI GUERRIERO*
Questo articolo non ha la presunzione di risolvere i problemi complessi di gestione sanitaria in Italia; piuttosto, con esso, si cerca di evidenziare il paradossale divario di impegno sanitaria in Italia, nel settore delle protesi riabilitative, ponendo particolarmente la attenzione tra le artroprotesi e le protesi dentarie, nei pazienti più vulnerabili, over 60 anni. Sono circa 300.000, ogni anno, i pazienti over 60 anni che si sottopongono ad interventi di artroprotesi (anca= 45%; ginocchio= 34%; altri 21%); praticamente tutti a carico del Ssn, che, solo per interventi, degenza e fisioriabilitazione, spende circa 2 miliardi e 700 milioni di euro; se si considera anche il costo complessivo della logistica ospedaliera ortopedica pubblica, non si può escludere che le cifre sopra indicate siano di circa 8 miliardi annui.
Per quanto riguarda le protesi dentarie rimovibili totali o parziali, sono circa 2 milioni i pazienti over 70 anni sottoposti a trattamenti ogni anno (circa il 25% del totale di anziani necessitanti di prestazioni protesiche), al costo medio, per paziente, di circa millecinquecento euro, per un totale di circa 3 miliardi di euro, di cui il 5% (circa 150 milioni di euro) a carico del Ssn, il restante a carico privato (personale o casse sanitarie private).
Ora, per questo enorme divario di spesa sanitario da parte dello Stato, viene spontanea e crudele la domanda: per una società civile vale di più un anziano artropatico (zoppo) od uno edentulo (senza denti)?? In termini di "produttività lavorativa" bisogna dire che entrambe le patologie subentrano dopo i 60/70anni, in pazienti a fine lavoro o già pensionati; per cui la limitazione alla mobilità per artropatia è sovrapponibile, come handicap, alla limitazione alla alimentazione ed alla fonetica dell'edentulo. Inoltre, mentre la artropatia si accompagna ad altre patologie degenerative già in corso, la edentulia predispone (per deficit alimentari e fonetici) a nuove patologie e disturbi psico-sociali, facendo lievitare di molto la spesa sanitaria pubblica. Se si aggiunge che tali patologie subentrano in soggetti pensionati, non più capaci di produrre un extra profitto lavorativo, per affrontare spese extra, si capisce, quindi, perché il 75% dei pazienti over 70 anni ha una seria e grave edentulia non protesizzata.
In realtà nel Servizio Sanitario Nazionale esistono i livelli assistenziali essenziali (LEA) che, nel caso delle prestazioni odontoiatriche ed in particolare protesiche, rasentano il "ridicolo"; infatti essi prevedono un contributo di 80 euro per "applicazione protesi totale", senza considerare la spesa più grossa, cioè il costo della protesi, dando per scontato che il vecchietto debba pagarlo dalla sua pensioncina. Ad onor di cronaca, bisogna dire che anche in Europa la situazione non è migliore. Fatta eccezione per Germania, Portogallo, Svezia, Finlandia ed Olanda, dove il SSN interviene, con diverse percentuali di contributo, sui costi di manufatti protesici ed ortodontici (bonus protesici), tutti gli altri Paesi europei sono allineati ad Italia; anzi, Francia, Spagna, Belgio hanno ridotto, negli anni, i contributi assistenziali pubblici in Odontoiatria. Diventa sempre più difficile trovare, in questi Stati, dei centri odontoiatrici convenzionati SSN.
Peggio ancora in Inghilterra, dove, a seguito della crisi economica dopo la Brexit, praticamente manca la assistenza convenzionata pubblica odontoiatrica. Diversa la situazione in Usa, dove, ad una ottima assistenza privata garantita da fondi assicurativi privati, si contrappone una scarsa assistenza garantita dallo Stato. E non per mancanza di fondi pubblici della Medicaid, ristrutturata ed arricchita dalla riforma sanitaria voluta nel 2014 da Obama, ma dalla mancanza di Odontoiatri, che preferiscono lavorare con i più lauti compensi dei fondi privati assicurativi. Se parliamo poi di finanziamenti sanitari europei, bisogna dire che la CE riesce ad imporre agli Stati membri solo direttive e normative organizzative di categorie lavorative, non imponendo orientamenti di spesa, tantomeno nel settore sanitario, a libero arbitrio di ogni Stato.
Ma come si potrebbe risolvere, in Italia, una situazione comunque grave, sia dal punto di vista sanitario e riabilitativo che dal punto di vista sociale? Basterebbe, per paziente over 70 anni, con Isee sotto gli 8.000 euro annui, un contributo (una tantum) da 1000 euro, da spendere esclusivamente presso centri abilitati e convenzionati Ssn. Le varie categorie di sindacati odontoiatrici hanno calcolato che tale contributo una tantum, ogni dieci anni, riabiliterebbe protesicamente tutti gli anziani over 70 anni (sono circa 8 milioni) e con reddito Isee max 8.000 euri; in totale 8 miliardi ogni 10 anni, pari ad un miliardo in più di spesa sanitaria per anno, praticamente un centesimo dello "spreco" di spesa sanitaria pubblica totale, meno di un millesimo dello "spreco" di spesa totale pubblica italiana.
Se poi consideriamo che abbiamo, in un anno, buttato circa quattro miliardi di euro, per armi dissolte in Ucraina, allora un pensiero in più per il decoro dei nostri anziani questo Governo deve farlo, almeno per rispettare la lungimiranza di Berlusconi, che ha spesso parlato di assistenza protesica dentaria agli anziani, mentre "creava" gli attuali governanti.
*Medico specializzato in Odontoiatria ed implantologia, specialista in ortognatodonzia, già direttore sanitario vari centri privati e convenzionati, attuale amministratore unico centro odontoiatrico convenzionato Ssn