Conferenza stampa in Procura: tantissimi episodi di violenza ma nessuno è avvenuto nella ex Delphinia. Primi incontri nella villa comunale di Caivano

AVERSA – Violenze che si sarebbero ripetute molte volte, in soli due mesi. Il branco, composto da 9 persone, 7 minorenni e 2 maggiorenni, tutti comunque nati fra il 2004 e il 2009, avrebbe sottoposto le due piccole di 10 e 12 anni a stupro in tre luoghi diversi: prima la villa comunale di Caivano, poi nel campo sportivo abbandonato “Faraone” e nell’ex isola ecologica di via Necropoli, tutte di pomeriggio. Precisazioni doverose: nell’ex centro sportivo Delphinia non è stato accertato nessun episodio di stupro, come hanno detto i magistrati rispondendo ad una domanda specifica, e gli indagati non sono tutti del Parco Verde.

Stamane sono scattate le manette per i due maggiorenni e 6 minori mentre un altro ragazzo è stato collocato in comunità, grazie alle indagine condotte in gran segreto e con molta scrupolosità dalla Compagnia dei Carabinieri e dalla stazione di Caivano, sotto il coordinamento delle procure di Napoli Nord e dei Minorenni di Napoli. Poco dopo alle 11 la conferenza stampa presso la Procura di Napoli Nord, ad Aversa alla presenza del procuratore capo, Maria Antonietta Troncone, di Maria De Luzemberg che dirige la Procura per i minorenni di Napoli, del generale Enrico Scandone, comandante  dei Carabinieri di Napoli e provincia.

Tutto - ha spiegato la dottoressa Troncone - ha avuto inizio dopo la denuncia presentata nella serata del 30 luglio dal padre di una delle due vittime (avvisato dal figlio che aveva ricevuto un messaggio inequivocabile), subito ascoltata nella stanza protetta della stazione dei carabinieri di Caivano da un maresciallo donna specializzata in questo tipo di reati; da lì è partita l’informativa alle procure interessate che ha fatto scattare l’inchiesta, a cui le vittime hanno offerto massima fiducia e collaborazione. Il generale Scandone ha invitato i genitori che nutrano dubbi sui figli a rivolgersi ai Carabinieri.

I video delle violenze sessuali denunciate dalle ragazzine - che sapevano che alcuni ragazzi giravano con tirapugni - sarebbero stati rinvenuti nei cellulari degli indagati, riconosciuti in foto, e passati ad amici e conoscenti, nessuna vendita di materiale pedopornografico è stato scoperto ma su questo c’è un’inchiesta in corso della Dda di Napoli. Uno stupro addirittura sarebbe stato trasmesso in diretta su What Apps. La visita ginecologica disposta dai pm ha confermato gli abusi sessuali, la conoscenza fra le ragazzine e quello che poi è diventato il branco è avvenuta nella villa comunale della città. Uno dei ragazzi oggi indagati – hanno riferito fonti giudiziarie – era stato coinvolto già in un caso di stupro ai danni di un’altra persona, ma a quel non si potette procedere contro di lui causa per la minore età. Adesso, entro 5 giorni, come prevede il codice di procedura penale, tutti gli arrestati saranno per la prima volta interrogati.


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