di DON MAURIZIO PATRICIELLO

La Compagnia dei carabinieri di Caivano festeggia il suo primo anniversario. Al comandante, capitano Antonio Maria Cavallo e ai suoi uomini i nostri migliori auguri. Il nostro è un territorio problematico sotto tanti punti di vista. Illegalità, camorra, microdelinquenza, reati ambientali, spaccio di sostanze stupefacenti, solo per fare qualche esempio, sono sotto gli occhi di tutti. I nostri carabinieri - pur con i limiti che tutte le istituzioni lamentano: mancanza di personale, di fondi, di mezzi - riescono, dal punto di vista della repressione, a fare del loro meglio. La loro è una presenza costante, rassicurante. Si vedono. Ci sono. Presenza che  da sola, ovviamente, non basta.

Andrebbe, infatti, accompagnata e supportata da buoni, snelli, funzionali servizi di assistenza agli anziani, ai minori, alle donne in difficoltà. Così come da un numero congruo di vigili urbani e di una politica locale piu stabile e più attenta ai bisogni dei cittadini, delle periferie, dei giovani, dei poveri. Per quanto mi riguarda, ritengo che uno dei risultati più incoraggianti raggiunti - al di là degli arresti dei delinquenti e dei numerosi sequestri di armi e sostanze stupefacenti - è la fiducia che hanno saputo instaurare con le persone oneste, soprattutto con i più giovani e i bambini.

È bella la loro partecipazione ai vari eventi culturali, ludici, ecclesiali. Emblematica fu la risposta del piccolo Sasà, della mia parrocchia, quando a Carnevale si presentò alla festa travestito da carabiniere. Non da un carabiniere qualsiasi, però, ma - parole sue - da “capitan Cavallo”. Segno evidente che i nostri bambini, gli uomini in divisa li sentono difensori, custodi, amici. Questa per me è una vera rivoluzione. Grazie, fratelli e sorelle carabinieri. Dio vi benedica. Ad multos annos. 


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