CAIVANO - Strade, ci si mette pure il racket. I carabinieri della Compagnia di Caivano, guidati dal capitano Antonio Maria Cavallo e sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno eseguito l’arresto di un 40enne di Caivano G.C. per il reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Fermo restando che permane l’innocenza dell’indagato sino a sentenza definitiva, l’uomo, ad inizio del mese di aprile, si sarebbe presentato più  volte sul cantiere dove operava la ditta appaltatrice del rifacimento delle strade comunali (appalto di quasi un milione di euro), intimando agli operai di fermarsi e “mettersi a posto”, ovvero pagare la tangente per proseguire in tranquillità le opere.

In un’occasione, e sempre in compagnia di un'altra persona ancora non identificata dagli investigatori, avrebbe anche mostrato una pistola per intimidire i lavoratori. Questi ultimi, ovviamente hanno immediatamente avvisato il proprietario della ditta di questo “problema”, un’azienda dell’agro aversano, il quale ha subito sporto denuncia presso la locale caserma dei Carabinieri, che dopo indagini durate vari giorni hanno identificato l’uomo, a casa del quale sarebbe anche stata trovata la pistola K47, mostrata agli operai a scopo intimidatorio. I magistrati hanno denunciato, a piede libero, il 40enne, difeso dagli avvocati Fernando Maria Pellino e Piero Vitale, anche per porto abusivo di arma da fuoco.


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