AVERSA - Al termine di un'indagine svolta dalla Procura di Napoli Nord con l'ausilio dei Carabinieri della Compagnia di Caivano (nucleo operativo e radiomobile), diretta dal capitano Antonio Maria Cavallo, i pubblici ministeri Aversani hanno chiesto il rinvio a giudizio per 8 rom residenti nel campo di Caivano a via Cinque Vie, ritenuti responsabili di vari roghi tossici che si sprigionavano nelle vicinanze, in cui i coinvolgevano i loro familiari minorenni, non imputabili per legge.

L'accusa mossa dai magistrati, guidati dalla dottoressa Maria Antonietta Troncone, è illecita gestione e abbruciamento dei rifiuti e violazione di sigilli. I militari, anche attraverso l'ausilio di video e molti sopralluoghi nella zona e blitz al campo rom, hanno accertato che i nomadi sistematicamente raccoglievano rifiuti elettrici, materiale ferroso, frigoriferi, lavatrici, di cui rivendevano i componenti mentre i materiali non più utilizzabili venivano bruciati provocando i tanti roghi tossici denunciati dai media, nonchè violavano puntualmente i sigilli apposti dai Carabinieri sul materiale sequestrato, facendo diventare la zona una vera e propria discarica di spazzatura di ogni tipo. 

I carabinieri durante le irruzioni al campo rom hanno più volte rinvenuto materiali di provenienza furtiva, restituiti già ai proprietari legittimi, nonchè sottoposto a fermo amministrativo quasi tutte le auto dei nomadi perchè prive dell'assicurazione Rc auto obbligatoria. Accertate anche numerosissimi casi di dispersione scolastica e condizioni igienico-sanitarie precarie.  


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