La piéce, scritta da Antonio Marfella, dà il titolo all'intero dittico ed è ispirata al mito di San Gennaro e al Prodigio del Sangue.
di GABRIELLA DILIBERTO
Domenica 22 gennaio, alle ore 19, al Teatro Bolivar (via Bartolomeo Caracciolo, 30), diretto artisticamente da Nu’Tracks, sarà la volta di “Sangue agitato”, lo spettacolo presentato da “Casa del Contemporaneo”, scritto da Antonio Marfella, anche in scena insieme all’attore Giampiero Schiano. Si tratta di un dittico teatrale, ispirato al mito di San Gennaro e al Prodigio del Sangue, che affianca fra loro le figure di due martiri sui generis: due agiografie congetturali, arbitrarie, comiche con un personalissimo tentativo di votarsi ai santi.
«I brani che compongono il dittico – racconta l’autore e attore Antonio Marfella - sono entrambi di matrice cristiana. Alle mie latitudini non è difficile sentire atei confessi erompere in esclamazioni tipo “Maronna mia d’o’Carmine!” in circostanze o di fronte ad eventi che stimolino meraviglia o timore. È una sintesi sbrigativa di quanto siamo intrisi di mitologia cristiana. Eppure, tale mitologia è pressoché ignorata dalla maggior parte dei teatranti. Per converso, a questa distrazione, fa da contraltare un’attenzione talvolta ossessiva verso i Miti Greci, con la conseguenza, per i teatranti, di essere più a proprio agio con Prometeo che con Gesù Cristo. Non escluderei che tale paradosso possa rappresentare una misura della distanza che intercorre fra teatranti e pubblico. Utilizzando fonti storiche, agiografiche, letterarie e iconografiche – prosegue Antonio Marfella - mi sono provato ad elaborare due moderne agiografie, collegabili fra loro in un unico percorso narrativo. L’intenzione era di rendere dialettico e attuale il racconto di coloro che, solo perché dichiarati Santi, sono diventati, ai nostri occhi, finti, scontati, monodimensionali, statue inespressive senza voce. Le pièces scaturite rappresentano biografie esemplari, inevitabilmente congetturali, innestate nella nostra contemporaneità».